Prescrizione dei debiti: dopo quanti anni e cosa la interrompe
In breve
- Un debito verso una banca o una finanziaria (prestito, carta di credito, revolving, scoperto) si prescrive di regola in 10 anni; bollette, affitti e altre prestazioni periodiche in 5 anni, luce e gas domestici fatturati dal 2018–2019 in 2 anni.
- Il termine riparte da capo ogni volta che il creditore lo interrompe: una raccomandata o una PEC di messa in mora, un decreto ingiuntivo, ma anche un tuo pagamento parziale o una tua richiesta di rateizzare.
- La prescrizione non è automatica: va eccepita da te, e il giudice non la rileva da solo. Se paghi un debito prescritto, non puoi chiedere indietro i soldi.
- Prescrizione e CRIF sono due orologi diversi: la segnalazione si cancella con le regole del codice delle centrali rischi, molto prima dei 10 anni, ma il debito resta dovuto.
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Richiedi preventivoChi ha un vecchio debito con una finanziaria spesso spera che «dopo un po’ si prescriva». Succede meno spesso di quanto si pensi: i termini sono lunghi, ogni lettera del creditore li fa ripartire e basta una telefonata in cui si promette di pagare per azzerarli. Questa guida spiega i termini di prescrizione dei debiti più comuni, come si calcola la decorrenza, che cosa interrompe la prescrizione e come comportarsi quando arriva una richiesta di pagamento per un debito vecchio.
Dopo quanto tempo un debito va in prescrizione
| Debito | Termine | Da quando decorre |
|---|---|---|
| Prestito personale, finalizzato, cessione del quinto | 10 anni (prescrizione ordinaria, art. 2946 c.c.) | Dalla scadenza di ciascuna rata non pagata; se il creditore ha dichiarato la decadenza dal beneficio del termine, da quella data per l’intero residuo |
| Carta di credito, carta revolving, scoperto di conto | 10 anni | Dalla chiusura del rapporto o dalla richiesta di rientro della banca |
| Mutuo | 10 anni | Dalla scadenza delle singole rate o dalla risoluzione del contratto |
| Debito accertato con sentenza o decreto ingiuntivo definitivo | 10 anni (art. 2953 c.c.), anche se il debito originario aveva un termine più breve | Dal giorno in cui il provvedimento è diventato definitivo |
| Canoni di affitto, condominio, interessi | 5 anni (art. 2948 c.c.) | Dalla scadenza di ciascun pagamento |
| Bollette luce e gas per uso domestico | 2 anni per le fatture emesse dopo l’entrata in vigore della legge di bilancio 2018 (dal 2018 per l’elettricità, dal 2019 per il gas) | Dalla data del consumo fatturato |
| Telefono e internet | 5 anni | Dalla scadenza della fattura |
| Cartelle esattoriali | Dipende dal tributo: in genere 10 anni per imposte erariali come IRPEF e IVA, 5 anni per contributi INPS, multe e tributi locali, 3 anni per il bollo auto | Dalla notifica della cartella o dell’ultimo atto interruttivo |
Sulle rate dei finanziamenti esistono pronunce che applicano la prescrizione di 5 anni alla sola quota di interessi, ma l’orientamento prevalente tratta la rata come frazione di un unico debito e applica i 10 anni. Per i debiti con le finanziarie, quindi, il riferimento prudente è il decennio. Il caso concreto (date, lettere ricevute, eventuali pagamenti) va sempre verificato con un avvocato o un’associazione di consumatori prima di contestare una richiesta.
Che cosa interrompe la prescrizione
L’interruzione cancella il tempo trascorso e fa partire un nuovo periodo intero (art. 2945 c.c.). È il motivo per cui la maggior parte dei debiti verso le finanziarie non si prescrive mai: il creditore, o la società di recupero a cui il credito è stato ceduto, invia periodicamente una lettera che azzera il conteggio.
- Atti del creditore (art. 2943 c.c.). Una domanda giudiziale, un decreto ingiuntivo notificato, un atto di precetto, ma anche una semplice messa in mora scritta: raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC che chiede il pagamento. Una telefonata, un SMS o una mail ordinaria non bastano, perché manca la prova della ricezione.
- Riconoscimento del debitore (art. 2944 c.c.). Un pagamento anche minimo, una richiesta di rateizzazione, una lettera in cui ammetti il debito o proponi un accordo. Anche la proposta di saldo e stralcio, se scritta in modo da riconoscere il debito, interrompe la prescrizione.
- Cosa non la interrompe. La cessione del credito a una società di recupero non fa ripartire il termine: il nuovo creditore subentra nella stessa posizione e il conteggio continua, finché non invia a sua volta un atto interruttivo. Anche la segnalazione in CRIF o nella Centrale dei Rischi non interrompe nulla.
La prescrizione va eccepita
Il giudice non dichiara la prescrizione da solo (art. 2938 c.c.): se ricevi un decreto ingiuntivo per un debito che ritieni prescritto, devi fare opposizione nei termini e sollevare l’eccezione. Se lasci passare i 40 giorni, il decreto diventa definitivo e da quel momento parte un nuovo termine di 10 anni. Se paghi spontaneamente un debito prescritto, non puoi chiedere la restituzione (art. 2940 c.c.).
Prescrizione e segnalazione CRIF: due orologi diversi
Molti confondono la cancellazione dalla CRIF con la fine del debito. Sono cose separate. La segnalazione negativa nei sistemi di informazioni creditizie resta visibile per i tempi del codice di condotta (fino a 36 mesi per un’insolvenza non regolarizzata, calcolati dalla scadenza del rapporto o dall’ultimo aggiornamento) e poi viene cancellata anche se il debito non è stato pagato. Il debito invece resta dovuto per tutto il periodo di prescrizione, che con le interruzioni può durare molto più a lungo. I tempi di conservazione sono riassunti nella guida ai prestiti per segnalati CRIF e in quella sulla cancellazione CRIF; la situazione aggiornata si controlla gratis con la visura CRIF.
Arriva una lettera per un debito vecchio: cosa fare
- Non pagare e non rispondere subito. Un pagamento parziale o una richiesta di rateizzare fatta d’impulso riconosce il debito e fa ripartire i 10 anni.
- Ricostruisci le date. Ultima rata pagata, eventuale lettera di decadenza dal beneficio del termine, ultime raccomandate o PEC ricevute. Senza un atto interruttivo documentato negli ultimi 10 anni, il debito può essere prescritto.
- Chiedi la documentazione. Hai diritto a ricevere copia del contratto e degli atti con cui il credito è stato ceduto e la prescrizione interrotta; la richiesta di documenti non è un riconoscimento del debito, se formulata senza ammetterlo.
- Fatti assistere. Un avvocato o un’associazione di consumatori valuta se eccepire la prescrizione e come. Se invece il debito è valido, conviene trattare un accordo prima che si arrivi a decreto ingiuntivo e pignoramento del quinto.
Se i debiti sono più di uno e non sei in grado di farvi fronte, gli strumenti sono altri: il sovraindebitamento con esdebitazione per chi non ha via d’uscita, oppure il consolidamento dei debiti per chi ha uno stipendio o una pensione e vuole riunire le rate in una sola. La guida su cosa fare con troppi debiti aiuta a capire quale strada si adatta al tuo caso.
Domande frequenti
Dopo quanti anni si prescrive un debito con una finanziaria?
Di regola dopo 10 anni, calcolati dalla scadenza delle rate non pagate o dalla decadenza dal beneficio del termine, senza atti interruttivi nel frattempo. Ogni raccomandata o PEC di messa in mora fa ripartire il conteggio.
Una telefonata del recupero crediti interrompe la prescrizione?
Di per sé no, perché serve un atto scritto ricevuto dal debitore. Se però durante la telefonata prometti di pagare o concordi un piano, e il creditore può provarlo, quello può valere come riconoscimento del debito.
Se il debito è stato venduto a un'altra società, il termine riparte?
No. La cessione del credito non interrompe la prescrizione: il nuovo creditore prende il posto del vecchio con lo stesso conteggio. Lo interrompe solo se invia a sua volta una messa in mora scritta o agisce in giudizio.
Un debito prescritto resta segnalato in CRIF?
Normalmente la segnalazione è già stata cancellata molto prima, perché i tempi di conservazione nei sistemi di informazioni creditizie sono più brevi della prescrizione. Se è ancora presente oltre i termini, puoi chiederne la cancellazione al gestore e all'ente segnalante.
Se pago un debito prescritto posso chiedere i soldi indietro?
No. Il pagamento spontaneo di un debito prescritto è valido e non si può ripetere (art. 2940 c.c.). Per questo è importante verificare le date prima di pagare qualsiasi somma.
Dopo quanto si prescrive un decreto ingiuntivo?
Un decreto ingiuntivo non opposto e diventato definitivo si prescrive in 10 anni dalla data in cui è divenuto definitivo, anche se il debito originario aveva un termine più breve, come una bolletta.
Fonti ufficiali
Fonti controllate il
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