Saldo e stralcio: significato, come funziona e quanto resta in CRIF
Chiudere un debito pagando meno, ma in un’unica soluzione. Come si costruisce la proposta, e perché dopo la chiusura restano 24 mesi di segnalazione e non 36.

In breve
- Il saldo e stralcio è un accordo per chiudere un debito pagando meno del dovuto, ma subito.
- Il creditore rinuncia a una parte; tu rinunci alla rateizzazione: si paga in un’unica soluzione.
- È proprio questo il punto che blocca quasi tutti: la somma serve tutta insieme, entro una data.
- Dopo un saldo e stralcio la segnalazione non sparisce subito: restano 24 mesi, non 36.
- L’accordo va messo per iscritto prima di pagare. Sempre.
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Saldo e stralcio significa chiudere un debito versando una somma inferiore a quella dovuta, con il creditore che rinuncia al resto e dichiara estinta la posizione. È una transazione: nessuno è obbligato ad accettarla, e la si ottiene solo quando conviene anche all’altra parte. In cambio dello sconto, però, il pagamento è in un’unica soluzione ed entro una data precisa — ed è qui che la maggior parte delle trattative si arena.
Se la somma in un’unica soluzione non c’è e il reddito non regge nemmeno una dilazione, la strada non è la trattativa ma le procedure di sovraindebitamento.
Saldo e stralcio: significato e come funziona
Immagina un debito fermo da tempo, magari già passato a una società di recupero. Il creditore sa due cose: che recuperare tutto è difficile, e che una causa costa tempo e denaro con un esito incerto. Tu sai una cosa sola: quella cifra intera non ce l’hai.
Chiariamo il significato: saldo e stralcio indica l’incontro fra queste due convenienze. «Saldo» è la somma che versi; «stralcio» è la parte che il creditore cancella. Alla fine il debito non esiste più, ma non perché l’hai pagato per intero: perché avete concordato che quella somma lo chiude. Vale per i debiti verso finanziarie, banche e società di recupero.
| Che cosa ottieni tu | Che cosa ottiene il creditore |
|---|---|
| Paghi meno del dovuto | Incassa subito, senza causa |
| Chiudi la posizione e togli il pensiero | Evita costi legali e tempi lunghi |
| Fermi interessi di mora e spese | Trasforma un credito incerto in denaro certo |
| Devi pagare in un’unica soluzione | Rinuncia definitivamente alla parte stralciata |
Saldo e stralcio: come funziona la trattativa
Come funziona il saldo e stralcio, in pratica? Non c’è una procedura di legge da seguire: è una negoziazione. Ma ha una sequenza che si ripete, e conoscerla evita gli errori che fanno saltare gli accordi.
I cinque passaggi di un saldo e stralcio
Capisci chi è il creditore oggi
Il debito può essere stato ceduto: tratti con chi lo possiede adesso, non con chi te lo aveva concesso
Chiedi il conteggio aggiornato
Capitale, interessi, mora e spese vanno separati: è da lì che si capisce quanto è davvero trattabile
Presenta la proposta per iscritto
Indica la somma, il termine entro cui paghi e la richiesta di liberatoria a saldo
Fatti dare l'accordo firmato
Prima di versare un euro. Un accordo verbale non ti protegge da nulla
Paga e conserva tutto
Bonifico con causale che richiama l'accordo, e ricevuta di chiusura della posizione
L'errore che costa caro: pagare prima dell'accordo scritto
Capita di ricevere una proposta al telefono, versare la somma e poi scoprire che il resto del debito viene ancora chiesto. Senza un accordo scritto che dica «a saldo e stralcio dell’intera posizione», quel versamento rischia di valere come acconto e non come chiusura. L’ordine giusto è sempre: accordo firmato, poi pagamento.
Proposta saldo e stralcio: esempio pratico
Caso illustrativo
Proposta saldo e stralcio: un esempio
- Profilo ipotetico
- Debito di 10.000 euro, fermo da tre anni, già ceduto a una società di recupero
- Esigenza
- Chiudere la posizione pagando meno del dovuto, sapendo che la somma va versata in un’unica soluzione
- Percorso seguito
- Il conteggio aggiornato separa 6.500 euro di capitale residuo da 3.500 euro fra interessi di mora e spese. La parte maturata dopo l’inadempimento è la più trattabile, perché è la meno solida e la più costosa da far valere in giudizio.
- Possibile risultato
- Una proposta intorno a 4.500-5.000 euro pagabili entro trenta giorni è nella fascia in cui questi accordi si chiudono più spesso. Ciò che la rende accettabile non è la cifra ma il fatto che sia immediatamente disponibile.
Esempio a scopo illustrativo, con dati di fantasia. Ogni richiesta è soggetta a valutazione del merito creditizio da parte dell’istituto erogante: non esiste un’approvazione automatica. Le percentuali descrivono prassi negoziali, non una regola: l’accettazione dipende unicamente dal creditore e nessuno può garantirla.
Le percentuali non sono una regola e nessuno può garantirle: dipendono da quanto è vecchio il debito, da chi lo detiene, dalla documentazione e da quanto sei credibile quando dici che puoi pagare subito. Ma il meccanismo è questo, e chi arriva alla trattativa sapendolo parte meglio di chi arriva sperando.
Saldo e stralcio con la banca: che cosa cambia
Un conto è trattare con una società di recupero, un altro è un saldo e stralcio bancario. La differenza non è il meccanismo ma il momento: una banca difficilmente stralcia una posizione ancora in corso, perché finché il piano regge non ha motivo di rinunciare a nulla. Le aperture arrivano quando la posizione è già stata classificata a sofferenza e, spesso, svalutata in bilancio.
Per questo un saldo e stralcio con le banche richiede più tempo e passa da uffici diversi da quelli commerciali: la proposta va indirizzata al recupero crediti o al contenzioso, non alla filiale. E capita spesso che, nel frattempo, il credito venga ceduto a terzi: da quel momento l’interlocutore cambia, e in genere diventa più disponibile a trattare, perché ha acquistato la posizione a una frazione del valore nominale.
Il problema vero: la somma, tutta insieme
Qui sta il paradosso di questo strumento. Il saldo e stralcio è pensato per chi ha difficoltà a pagare, ma funziona solo per chi ha una somma disponibile in un’unica soluzione. Chi non ce l’ha si trova davanti a un’occasione reale — uno sconto vero, con una scadenza vera — e nessun modo di coglierla.
Se hai una busta paga da dipendente o una pensione, quella somma può essere finanziata e restituita a rate. È il caso in cui la cessione del quinto ha un senso preciso: eroga liquidità non vincolata, con una rata trattenuta alla fonte, e quella liquidità serve a chiudere la trattativa entro la data concordata. Il debito non sparisce, cambia forma: da una posizione insoluta che pesa sulla tua storia creditizia a una rata dentro un piano.
Quando invece non ha senso
Se i debiti sono molti e il reddito non basta a sostenere una rata in più, finanziare un saldo e stralcio sposta il problema senza risolverlo. In quel caso le strade giuste sono altre — le trovi nella guida su troppi debiti, cosa fare — e chi ti propone un finanziamento senza aver guardato i numeri non ti sta aiutando. Un credito non è mai la risposta a una difficoltà economica: è uno strumento che funziona solo se i conti tornano.
Calcolatore
Quanto pesa la rata sul tuo netto
La rata della cessione del quinto non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netti. Inserisci l’importo netto mensile per un calcolo indicativo.
Rata massima indicativa
Risultato indicativo: non è un’offerta e non anticipa l’esito della richiesta. Ogni istituto valuta con criteri propri: un consulente esamina la tua situazione.
Cancellazione CRIF dopo saldo e stralcio: 24 mesi, non 36
È la domanda che arriva subito dopo la firma, e circola una risposta sbagliata che costa un anno intero di segnalazione.
Che cosa ha stabilito il Garante
Con il provvedimento del 27 gennaio 2021 (doc. web n. 9547248), il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito che la chiusura di una posizione tramite accordo a saldo e stralcio rientra fra le regolarizzazioni degli inadempimenti — definite come l’estinzione delle obbligazioni inadempiute anche a seguito di transazioni. Ne consegue che si applica il termine di conservazione di 24 mesi previsto per i ritardi poi regolarizzati, e non quello di 36 mesi riservato agli inadempimenti mai sanati. Nel caso esaminato la banca aveva applicato il termine sbagliato e ha dovuto correggerlo.
Tradotto: dopo un saldo e stralcio la tua posizione resta visibile nel sistema di informazioni creditizie per 24 mesi dalla registrazione della regolarizzazione, non per 36. Se controlli la tua posizione e trovi il termine più lungo, hai un appiglio concreto per chiederne la rettifica. Come si fa, e a chi ci si rivolge, è nella guida sulla cancellazione CRIF.
Che cosa conservare dopo aver pagato
- L’accordo firmato da entrambe le parti, con la formula «a saldo e stralcio dell’intera posizione».
- La contabile del pagamento, con causale che richiama l’accordo e la pratica.
- La liberatoria o quietanza finale che dichiara la posizione estinta.
- La richiesta di aggiornamento della segnalazione inviata al creditore.
Domande frequenti
Saldo e stralcio: cosa significa per il debito residuo?
Significa che il saldo e stralcio del debito lo chiude per intero: «saldo» è quello che versi, «stralcio» è la parte a cui il creditore rinuncia, che non ti sarà più richiesta. È un accordo transattivo, quindi ha effetto solo se entrambe le parti lo sottoscrivono, e produce l’estinzione dell’obbligazione per l’intero.
Il creditore è obbligato ad accettare una proposta di saldo e stralcio?
No, e nessuno può promettere che accetti. È una trattativa privata: il creditore valuta quanto ritiene di poter recuperare per altre vie, quanto gli costerebbe farlo e in quanto tempo. Una proposta credibile, documentata e con una somma immediatamente disponibile ha più probabilità di una generica richiesta di sconto.
Dopo il saldo e stralcio quando avviene la cancellazione dal CRIF?
Il saldo e stralcio vale come regolarizzazione, quindi si applica il termine di 24 mesi dalla registrazione della regolarizzazione, come chiarito dal Garante privacy nel provvedimento del 27 gennaio 2021. Non è invece corretto applicare il termine di 36 mesi, che riguarda gli inadempimenti mai sanati: se lo trovi indicato, puoi chiederne la rettifica.
Si può fare una proposta saldo e stralcio a rate?
Puoi proporlo, ma indebolisce molto la posizione: lo sconto viene concesso proprio in cambio dell’immediatezza dell’incasso. Alcuni accordi prevedono due o tre versamenti ravvicinati, quasi sempre con la clausola che il mancato rispetto di una scadenza fa rivivere l’intero debito. È una clausola da leggere con attenzione prima di firmare.
Il saldo e stralcio si può fare con l'Agenzia delle Entrate?
I debiti fiscali e contributivi seguono regole proprie, fissate di volta in volta dal legislatore con misure di definizione agevolata: non sono una trattativa privata e non si negoziano come un debito verso una finanziaria. Questa guida riguarda i debiti verso creditori privati. Per la parte fiscale il riferimento è un professionista o lo sportello dell’agenzia della riscossione.
Devo dichiarare al finanziatore che la liquidità serve per un saldo e stralcio?
La cessione del quinto eroga liquidità non vincolata a una finalità, quindi non è richiesta una giustificazione della spesa. Dirlo però conviene: permette di ragionare sui tempi, perché la trattativa ha una scadenza e l’erogazione ha i suoi passaggi, e quei due calendari devono incastrarsi.
Fonti ufficiali
- Provvedimento del 27 gennaio 2021, doc. web n. 9547248 — conservazione dei dati dopo un saldo e stralcio (si apre in una nuova scheda) Garante per la protezione dei dati personali
- Codice di condotta per i sistemi informativi in tema di crediti al consumo (si apre in una nuova scheda) Garante per la protezione dei dati personali
- Codice civile — transazione, artt. 1965 e seguenti (si apre in una nuova scheda) Normattiva
- Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari (si apre in una nuova scheda) Banca d’Italia
Fonti controllate il
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