Vai al contenuto
Guide Prestiti

Troppi debiti, cosa fare: le quattro strade, in ordine

La strada giusta dipende da una domanda sola: c’è un reddito stabile? Se sì si riorganizza, se no la via è un’altra. E la prescrizione quasi mai funziona come si spera.

Illustrazione della guida: Troppi debiti, cosa fare: le quattro strade, in ordine
Troppi debiti, cosa fare: le quattro strade, in ordine

In breve

  • La prima cosa da fare non è cercare soldi: è mettere in fila i debiti e sapere quanto sono.
  • Le strade sono quattro, e dipendono da una sola domanda: c’è un reddito stabile?
  • Un nuovo finanziamento non è mai la risposta a una difficoltà economica. A volte è uno strumento, a volte un errore.
  • Chi non ha un reddito sufficiente ha comunque una via: le procedure di sovraindebitamento.
  • La prescrizione debiti esiste, ma quasi mai funziona come si spera.

Preventivo gratuito · primo passo

Sei pensionato o dipendente?

La richiesta non comporta alcun impegno.

Parla con un consulente
In questa guida8 sezioni

Preventivo gratuito

Compila il modulo in pochi minuti. La richiesta non comporta alcun impegno.

Richiedi preventivo

Risposta immediata

Quando i debiti sono troppi, la strada giusta dipende da una cosa sola: se esiste un reddito stabile che, dopo le spese necessarie, lascia un margine. Se c’è, si può riorganizzare il debito e renderlo sostenibile. Se non c’è, nessun nuovo finanziamento risolve il problema e la strada è un’altra: le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, che possono arrivare alla cancellazione del debito residuo. Questa pagina serve a capire in quale dei due casi ti trovi.

«Sono piena di debiti, aiutatemi»: da dove si comincia

È una delle ricerche più frequenti su questo argomento, ed è scritta esattamente così. Dietro c’è quasi sempre la stessa sensazione: non sapere più quanti sono, a chi, e da che parte iniziare.

Che siano debiti bancari, debiti finanziari o rate arretrate verso più società, il primo passo non costa niente e cambia tutto: fare l’elenco. Non una stima a mente, un foglio. Finché i debiti restano un’unica massa indistinta sembrano insormontabili; messi in riga quasi sempre si scopre che sono meno di quello che pesavano, che alcuni sono più urgenti di altri e che qualcuno è persino contestabile.

Che cosa mettere nel foglio, per ogni debito

  • Chi è il creditore oggi: per i debiti con le banche e per i debiti di finanziamento la posizione può essere stata ceduta a una società di recupero.
  • Quanto, distinguendo capitale residuo, interessi di mora e spese.
  • Da quando non paghi: la data dell’ultimo pagamento o dell’ultimo sollecito.
  • A che punto è: solleciti, diffida, decreto ingiuntivo, pignoramento in corso.
  • Se c’è un garante o un coobbligato, perché la posizione riguarda anche lui.

Accanto all’elenco serve il secondo numero, quello che decide tutto: quanto entra ogni mese e quanto resta dopo le spese a cui non puoi rinunciare. È da lì che si capisce quale delle strade qui sotto è davvero la tua.

Troppi debiti: cosa fare, in ordine

Le strade praticabili sono quattro e non sono alternative fra cui scegliere a piacere: sono scenari, e si applicano a situazioni diverse. Trova la tua riga.

Il credito non è la risposta a una difficoltà economica

Va detto chiaramente, anche da chi il credito lo colloca. Se le entrate non coprono le uscite, aggiungere una rata peggiora il problema: lo sposta più avanti e lo fa crescere. Un consolidamento ha senso solo quando la rata unica è davvero sostenibile sul reddito che hai oggi, non su quello che speri di avere. Chi ti propone un finanziamento senza aver guardato i tuoi numeri non ti sta aiutando — e dal 2026 la normativa vieta espressamente di presentare il credito come la soluzione a una difficoltà economica.

Debiti: come uscirne quando un reddito c’è

Con una busta paga da dipendente o una pensione, il margine di manovra esiste ed è concreto. Il principio è sempre lo stesso: ridurre il numero delle scadenze e riportare l’uscita mensile dentro quello che il reddito regge.

Il consolidamento fa esattamente questo: estingue più posizioni e le sostituisce con un’unica rata, che può essere trattenuta direttamente in busta paga o sulla pensione. Il vantaggio non è «pagare meno» — su una durata più lunga il costo complessivo spesso sale — ma tornare a poter pagare, smettere di accumulare insoluti e fermare la spirale di more e spese. È un obiettivo diverso, ed è onesto chiamarlo con il suo nome.

Il confronto va fatto sul netto ricavo e sul costo totale, non sulla rata: una rata più bassa ottenuta allungando molto la durata è un sollievo immediato che può costare parecchio. Come si legge quel numero è spiegato nella guida sul rinnovo della cessione del quinto, e le voci che compongono il costo nella guida sui costi della cessione.

Se invece la trattativa che hai davanti è la chiusura di una singola posizione a una cifra ridotta, il meccanismo e i suoi tempi sono nella guida sul saldo e stralcio.

Quando il reddito non basta: le procedure

È la parte che quasi nessuno spiega a chi non la conosce già, e che invece è la risposta giusta per una parte consistente delle persone che arrivano qui.

Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede procedure rivolte anche alle persone fisiche e alle famiglie, non solo alle imprese. Si passa da un OCC, l’organismo di composizione della crisi, che aiuta a costruire la proposta e la porta davanti al giudice. A seconda della situazione si può arrivare a un piano di ristrutturazione dei debiti sostenibile sul reddito reale, oppure — per chi non ha nulla da offrire — alla cancellazione del debito residuo.

Che cosa fa Orfinitalia, e che cosa no

Orfinitalia è un intermediario del credito iscritto all’OAM: si occupa di cessione del quinto e delega di pagamento. Non gestisce procedure di sovraindebitamento, non tratta i debiti al posto tuo e non dà consulenza legale. Se la tua situazione è quella dell’ultima riga della tabella, l’interlocutore giusto è un OCC o un avvocato, e te lo diciamo qui invece di lasciartelo scoprire dopo. Gli OCC sono istituiti presso ordini professionali, camere di commercio ed enti pubblici: l’elenco è consultabile sul sito del ministero della giustizia.

Quali siano le quattro procedure, a chi serve ciascuna e perché il nome che quasi tutti cercano è quello sbagliato, è spiegato nella guida su sovraindebitamento ed esdebitazione.

Debiti, prescrizione e tempi: quando aspettare non conviene

È la speranza che circola di più, e quasi sempre riposa su un equivoco. Vale la pena chiarirlo, perché contare sulla prescrizione dei debiti e sbagliare i conti significa perdere anni. Vale sia per la prescrizione debiti bancari sia per quelli verso le finanziarie: la regola è la stessa.

L'equivoco delle rate

Molti credono che un finanziamento rimborsato a rate si prescriva in cinque anni perché «le rate sono periodiche». Non è così: l’art. 2948 n. 4 del codice civile riguarda le obbligazioni periodiche per loro natura, non quelle nate unitarie e poi rateizzate. Un prestito è un debito unico diviso in rate, quindi sul capitale vale il termine ordinario di dieci anni; il termine breve resta per gli interessi.

E soprattutto: il termine si interrompe. Ogni sollecito formale, ogni diffida, ogni atto giudiziario lo fa ripartire da capo. Poiché i creditori lo sanno e mandano regolarmente lettere proprio per questo, la prescrizione matura molto più raramente di quanto si racconti. Aspettare in silenzio, intanto, fa crescere interessi e spese e lascia la segnalazione attiva.

C’è poi un caso in cui il conto riparte da capo con regole proprie: quando di mezzo è passato un decreto ingiuntivo, il termine diventa di dieci anni dal momento in cui il provvedimento è diventato definitivo, qualunque fosse la scadenza originaria.

Domande frequenti

Troppi debiti, come fare se ho già saltato delle rate?

Per prima cosa non smettere di comunicare con i creditori: il silenzio accelera i passaggi formali, non li rallenta. Poi metti in fila le posizioni e guarda il margine mensile reale. Che cosa succede concretamente dopo una rata saltata — segnalazione, preavviso, decadenza — è spiegato nella guida su cosa succede se non paghi una rata.

Il consolidamento conviene sempre?

No. Conviene quando trasforma una situazione ingestibile in una sostenibile, e il confronto va fatto sul costo totale oltre che sulla rata. Se l’unico modo per far scendere la rata è allungare molto la durata, il sollievo immediato si paga negli anni. E se il margine mensile resta negativo anche dopo, il consolidamento non è lo strumento giusto.

Posso accedere alle procedure di sovraindebitamento se ho uno stipendio?

Avere un reddito non esclude automaticamente l’accesso: le procedure guardano al rapporto fra quello che hai e quello che devi. Con un reddito stabile è più probabile che il percorso sia un piano di ristrutturazione sostenibile piuttosto che la cancellazione del debito. È una valutazione che fa l’OCC sui numeri reali, non una regola che si può applicare da soli.

Dopo 10 anni i debiti vanno in prescrizione?

Non automaticamente, ed è l’equivoco più diffuso. Quali debiti vanno in prescrizione dopo 10 anni lo dice il termine ordinario, che vale per i crediti fuori dalle ipotesi speciali: fra questi il capitale di prestiti e finanziamenti. Cinque anni valgono per gli interessi e per le prestazioni periodiche per natura, come canoni e forniture. In entrambi i casi il conteggio riparte a ogni atto interruttivo, quindi la data da cui contare non è quasi mai quella dell’ultima rata pagata.

Non riesco più a pagare le rate dei finanziamenti: chi mi può aiutare davvero?

Dipende dallo scenario. Con un reddito capiente, un intermediario del credito può valutare se una riorganizzazione regge. Senza, l’interlocutore è un OCC o un avvocato. Diffida di chi promette la cancellazione dei debiti dietro compenso anticipato senza guardare la tua documentazione: è lo schema ricorrente di chi approfitta di queste situazioni.

I miei debiti riguardano anche mio marito o mia moglie?

Dipende dal regime patrimoniale e da chi ha firmato. Un debito contratto da te solo resta tuo, ma in comunione dei beni il creditore può aggredire la tua quota dei beni comuni; se invece il coniuge ha firmato come garante o coobbligato risponde direttamente. È uno dei punti su cui conviene farsi dire come stanno le cose da un professionista, perché le conseguenze sono diverse in ogni caso.

Sono disoccupato e non posso pagare i debiti: che cosa posso fare?

Senza un reddito la strada del credito è chiusa, e chi te ne offre uno in questa situazione non ti sta facendo un favore. Il percorso corretto è quello delle procedure di composizione della crisi: si passa da un OCC, che valuta la tua situazione reale e costruisce una proposta sostenibile o, quando non c’è nulla da offrire, chiede la cancellazione del debito residuo. È un diritto previsto dalla legge, non un favore.

Ho troppi debiti, come posso fare se sono già in prescrizione alcuni?

I debiti prescritti non si cancellano da soli: la prescrizione va eccepita, cioè fatta valere, e non opera d’ufficio. Se paghi anche solo un acconto su un debito prescritto, riconosci il debito e la prescrizione salta. Prima di muoversi su posizioni vecchie conviene quindi farle guardare a un professionista, posizione per posizione.

Fonti ufficiali

Fonti controllate il

Richiedi un preventivo gratuito

Ora conosci il funzionamento, i requisiti e i principali aspetti da valutare. Se desideri ricevere un preventivo basato sulla tua situazione, compila il modulo. La richiesta richiede pochi minuti e non comporta alcun impegno.

  • Cosa ricevi: un preventivo basato sulla tua situazione, con tutti i costi scritti prima di qualsiasi firma.
  • Dopo l’invio: un consulente ti ricontatterà per approfondire la tua situazione.
  • Quanto tempo: pochi minuti: una domanda per schermata.
  • Nessun impegno: la richiesta non comporta alcun impegno; la valutazione spetta all’istituto erogante.
  • I tuoi recapiti: li usiamo solo per risponderti su questa richiesta.

Trattiamo i dati secondo il GDPR. Leggi l’informativa privacy.

Qual è la tua situazione lavorativa?
Qual è il tuo reddito netto mensile?

Stipendio o pensione netta, come sul cedolino. Serve al consulente per calcolare la rata.

Che importo ti serve?

Indicativo: lo definisci poi con il consulente.

Hai già una cessione del quinto?

Scrivi le prime lettere e scegli il comune dall’elenco.

Come ti chiami?

Ti chiamiamo solo per questa richiesta.

Potremo contattarti anche via email per la tua richiesta.

Privacy e invio

Il preventivo è gratuito e non vincolante.

Chi ha scritto e controllato questa guida

Parla con un consulente

Lascia nome e numero di telefono: un consulente ti richiama e risponde alle tue domande. È gratuito e senza impegno.

Preferisci chiamare tu? 06 9020 7378