CESSIONE DEL QUINTO PENSIONATI ◷ Aggiornata il 5 Settembre 2026

Cessione del quinto per pensionati residenti all’estero (iscritti AIRE)

Vivi all'estero e percepisci una pensione italiana? Requisiti AIRE, documenti e procedura a distanza per valutare la cessione del quinto.

Autore: , consulente esperto di credito Revisione: Sara Martinelli, esperta di prestiti Aggiornato il 5 Settembre 2026 · 18 min di lettura

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Chi ha lasciato l’Italia dopo il pensionamento scopre quasi sempre la stessa cosa: la pensione continua ad arrivare puntuale, ma l’accesso al credito si complica parecchio. Le banche italiane, di regola, non erogano prestiti personali a chi non ha più residenza in Italia. Le banche del Paese in cui si è andati a vivere, dal canto loro, chiedono documentazione reddituale tradotta e spesso legalizzata, applicano limiti di età stringenti e valutano una storia creditizia che, per un nuovo residente, semplicemente non esiste.

La cessione del quinto della pensione è la soluzione che, in questo scenario, resta praticabile. Il motivo è strutturale: la garanzia non si basa sulla residenza del richiedente né sul suo profilo creditizio locale, ma sulla quota cedibile della pensione italiana, che continua a essere erogata dall’ente previdenziale italiano indipendentemente dal Paese in cui il pensionato vive.

Questa guida spiega come funziona la cessione del quinto per i pensionati residenti all’estero iscritti all’AIRE: quali requisiti vengono valutati, quali documenti servono in più rispetto a un pensionato residente in Italia, come si svolge la pratica senza rientrare, e quali sono i punti su cui conviene fare attenzione prima di firmare.

In breve

  • La cessione del quinto è accessibile ai pensionati italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE, a differenza del prestito personale che di norma richiede la residenza in Italia.
  • La rata viene trattenuta direttamente sul cedolino della pensione italiana, entro il limite di un quinto dell’importo netto cedibile.
  • Non serve un garante e non è richiesta un’ipoteca; è invece obbligatoria una polizza a copertura del rischio premorienza.
  • La pratica si svolge a distanza: invio documenti, identificazione da remoto e firma elettronica, senza necessità di rientrare in Italia.
  • Rispetto a un pensionato residente in Italia servono alcuni documenti aggiuntivi, in primo luogo il certificato di iscrizione AIRE.
  • Il Paese di residenza non preclude la richiesta, ma può allungare i tempi o richiedere verifiche ulteriori.

Perché un pensionato all’estero fatica a ottenere credito (e perché la cessione fa eccezione)

Il problema non è la solvibilità del pensionato: è il modo in cui i sistemi creditizi valutano il rischio.

Le banche italiane legano quasi sempre l’erogazione del credito al consumo alla residenza anagrafica in Italia. È una scelta operativa che dipende da questioni di recupero del credito, notifica degli atti, adempimenti antiriciclaggio e verifica dell’identità. Il risultato pratico è che il pensionato iscritto AIRE si sente rispondere di no ancora prima che venga valutato il suo reddito.

Le banche del Paese di residenza valutano invece il richiedente come un cliente nuovo, privo di storico. Chiedono una documentazione reddituale che, provenendo da un ente italiano, va spesso tradotta e legalizzata. Applicano inoltre limiti di età che raramente superano i 70-75 anni al momento della richiesta. E una pensione erogata in euro da un ente estero rispetto a loro non sempre viene considerata reddito valido ai fini dell’istruttoria.

La cessione del quinto aggira entrambi gli ostacoli perché sposta il baricentro della valutazione. Il finanziamento non è garantito dal patrimonio o dal merito creditizio del richiedente in senso classico, ma dalla trattenuta diretta sulla pensione italiana, disposta dall’ente erogatore su richiesta dell’istituto finanziatore. Finché la pensione viene pagata da un ente italiano che rilascia la quota cedibile, la residenza estera del titolare non ne interrompe il meccanismo.

Per le regole comuni a dipendenti e pensionati rimandiamo al funzionamento generale della cessione del quinto, mantenendo qui il focus sui residenti all’estero.

Che cos’è la cessione del quinto della pensione

La cessione del quinto è un prestito personale non finalizzato — cioè utilizzabile per qualsiasi scopo, senza obbligo di giustificare la spesa — con due caratteristiche che lo distinguono da ogni altra forma di credito al consumo.

La prima è il meccanismo di rimborso: la rata non viene addebitata sul conto corrente e non richiede alcuna azione da parte del titolare. Viene trattenuta all’origine sul cedolino della pensione dall’ente previdenziale, che la gira direttamente all’istituto finanziatore. Il pensionato riceve la pensione già al netto della rata. Non esistono insoluti per dimenticanza, non servono domiciliazioni, non c’è nulla da ricordare ogni mese.

La seconda è il limite quantitativo: la rata non può superare un quinto — il 20% — della pensione netta mensile considerata cedibile. Non dell’importo lordo, e non necessariamente dell’intero netto: la quota cedibile è un valore specifico che l’ente previdenziale calcola e comunica, ed è quello il riferimento su cui si costruisce la rata.

A questi due elementi si aggiungono alcune caratteristiche costanti: tasso fisso e rata costante per tutta la durata, nessun garante richiesto, durata che può estendersi fino a 120 mesi a seconda dell’istituto e del profilo, e una copertura assicurativa obbligatoria contro il rischio premorienza, il cui costo è incluso nel finanziamento.

Molti istituti operano inoltre in convenzione con l’INPS, una cornice che stabilisce condizioni economiche calmierate per i pensionati che vi accedono.

AIRE: perché l’iscrizione è il passaggio decisivo

L’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) è il registro dei cittadini italiani che risiedono stabilmente fuori dai confini nazionali. L’iscrizione è obbligatoria per chi trasferisce la residenza all’estero per un periodo superiore a dodici mesi. Chi si sposta per periodi più brevi, o per soggiorni stagionali, mantiene la residenza italiana e non è tenuto a iscriversi.

Per la cessione del quinto questo passaggio è dirimente per una ragione precisa: l’istituto finanziatore deve poter documentare in modo formale dove risiede il cliente. Una situazione di fatto — vivere all’estero mantenendo la residenza anagrafica in Italia presso un familiare — genera un disallineamento tra documenti e realtà che complica sia le verifiche antiriciclaggio sia l’identificazione a distanza. Chi si trova in questa condizione dovrebbe regolarizzarla prima di avviare la pratica, non dopo.

Come si ottiene il certificato di iscrizione AIRE

Il certificato è rilasciato dal consolato o dall’ambasciata competente per il luogo di residenza. Nella maggior parte dei casi si può richiedere online attraverso il portale Fast It del Ministero degli Affari Esteri, accedendo con SPID o CIE, oppure scrivendo direttamente all’ufficio consolare di riferimento. È un documento gratuito. I tempi di rilascio variano molto da sede a sede: da poche ore per i consolati che hanno digitalizzato il servizio a diverse settimane per quelli con carichi di lavoro elevati.

È la variabile che più spesso allunga i tempi di una pratica dall’estero. Conviene richiederlo per primo, prima ancora di raccogliere gli altri documenti.

Residenza estera e diritti pensionistici

Vale la pena chiarire un dubbio ricorrente: trasferire la residenza all’estero non fa perdere il diritto alla pensione italiana. Cambiano alcuni aspetti fiscali — la tassazione può spostarsi nel Paese di residenza in presenza di una convenzione contro le doppie imposizioni — e cambia la modalità con cui l’INPS verifica periodicamente l’esistenza in vita del pensionato. Ma la prestazione continua a essere erogata, e con essa resta disponibile la quota cedibile.

I requisiti valutati nella pratica

Non esiste un requisito unico che decide l’esito. La valutazione combina più elementi, e ciascuno può ridurre l’importo ottenibile o, in alcuni casi, bloccare la pratica.

La titolarità di una pensione italiana con quota cedibile. È il presupposto di base. La pensione deve essere erogata da un ente previdenziale italiano che emetta la quota cedibile: INPS in primo luogo, inclusa la gestione ex INPDAP per il pubblico impiego, ma anche altri enti e casse professionali che prevedono questa possibilità. Una pensione erogata da un ente previdenziale straniero, per quanto regolare, non è cedibile con questo strumento perché manca il soggetto italiano che dispone la trattenuta.

Il tipo di prestazione. Non tutte le prestazioni previdenziali e assistenziali sono cedibili allo stesso modo. Le pensioni di vecchiaia e anzianità lo sono ordinariamente; altre prestazioni richiedono verifiche puntuali. Non tutte le prestazioni seguono le stesse regole: un esempio che richiede verifica caso per caso è la cedibilità delle pensioni di invalidità.

L’età a scadenza. Il vincolo non riguarda l’età al momento della richiesta ma quella che il richiedente avrà alla scadenza del piano di ammortamento. Gli istituti fissano un limite massimo, e questo limite determina in concreto la durata massima ottenibile: chi ha 78 anni non potrà scegliere liberamente i 120 mesi. È il parametro che più spesso, nella pratica, riduce l’importo erogabile rispetto alle aspettative del richiedente.

L’importo residuo della pensione dopo la trattenuta. Anche per chi vive all’estero la rata deve rispettare la quota comunicata dall’ente e la tutela della pensione minima prevista per la prestazione interessata. È un limite di ordine pubblico: serve a garantire che al pensionato resti un importo sufficiente al proprio sostentamento, e non è derogabile per accordo tra le parti.

Le trattenute già in essere. Se sulla pensione insistono già altre trattenute, la quota disponibile si riduce di conseguenza. In presenza di procedure esecutive bisogna distinguere quota cedibile e coesistenza tra cessione del quinto e pignoramento, senza sommare automaticamente le percentuali: sono istituti diversi, con basi di calcolo e regole di cumulo proprie.

I documenti da preparare

Alla documentazione richiesta a qualunque pensionato si aggiungono, per chi risiede all’estero, alcuni elementi specifici legati alla residenza.

Documentazione di identità. Un documento di identità italiano in corso di validità e il codice fiscale. Per i residenti all’estero è frequente la richiesta di un secondo documento valido: si tratta di un rafforzamento delle verifiche antiriciclaggio che si applica alle operazioni concluse a distanza, non di un ostacolo aggiuntivo pensato per gli espatriati.

Certificato di iscrizione AIRE. Rilasciato dal consolato, come descritto sopra. È il documento che formalizza la residenza estera e va richiesto per primo.

Documentazione previdenziale. Il certificato di pensione Obis-M, che riepiloga la composizione della prestazione; la Certificazione Unica rilasciata dall’ente; il cedolino della pensione recente; e la comunicazione della quota cedibile, che l’ente rilascia su richiesta.

La buona notizia per chi vive all’estero è che tutta la documentazione previdenziale è scaricabile in autonomia dall’area riservata del sito INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Non serve recarsi in una sede fisica né delegare qualcuno in Italia. Chi non dispone ancora di un’identità digitale dovrebbe attivarla come primo passo: alcuni gestori SPID prevedono procedure di riconoscimento pensate per i residenti all’estero, comprese quelle presso le sedi consolari.

Alla documentazione specifica per residenza e pensione va affiancata la checklist generale dei documenti per la cessione, verificando validità, leggibilità e canale di invio: un documento scaduto o una scansione illeggibile sono, statisticamente, la causa più banale e più frequente di allungamento dei tempi.

Dall’estero: percorso operativo in sintesi

Il percorso non differisce in modo sostanziale da quello di un pensionato residente in Italia: verifica preliminare, raccolta della documentazione, istruttoria, delibera, firma ed erogazione. Ciò che cambia è il canale: tutto avviene tramite email, messaggistica e videochiamata, con un consulente italiano che segue la pratica dall’inizio alla fine e fa da interlocutore unico verso l’istituto.

La pratica può essere avviata senza recarsi in filiale tramite la verifica online della posizione, ma richiede comunque un’istruttoria completa e documenti verificabili: il contatto digitale semplifica il percorso, non sostituisce i controlli dell’istituto.

Il fuso orario, nella pratica, incide più di quanto si immagini: concordare in anticipo una fascia oraria per le chiamate evita rimpalli che possono costare giorni.

Identificazione e firma da remoto

L’identificazione del cliente è un obbligo di legge e non può essere saltata. Può però essere assolta senza presenza fisica, con modalità che variano da istituto a istituto.

I passaggi disponibili dipendono dall’operatore. SPID può facilitare l’accesso ai servizi e ai documenti previdenziali; prima di iniziare conviene quindi controllare la checklist dei documenti per la cessione del quinto. L’identità digitale agevola alcuni controlli, ma non sostituisce la valutazione della pratica.

Dove SPID non è utilizzabile, l’alternativa più diffusa è la videochiamata con un operatore incaricato, durante la quale il richiedente mostra i documenti e conferma i dati anagrafici e le condizioni del contratto. Completata l’identificazione, la sottoscrizione avviene con firma elettronica, tipicamente da smartphone. Sono due momenti distinti: l’identificazione accerta chi sei, la firma manifesta la volontà di contrarre.

Valutazione in presenza di segnalazioni

Una segnalazione nelle banche dati creditizie non produce un rifiuto automatico nella cessione del quinto, perché la garanzia poggia sulla trattenuta sulla pensione più che sullo storico creditizio del richiedente. Questo non significa che la valutazione non ci sia: l’istituto verifica comunque la sostenibilità complessiva della posizione.

La residenza estera non cambia il principio per cui una segnalazione non determina da sola l’esito: consulta l’approfondimento sui prestiti per cattivi pagatori e segnalati CRIF, che chiarisce il diverso peso dello storico creditizio nella cessione del quinto.

Vale la pena aggiungere un’avvertenza specifica per chi vive all’estero: le eventuali segnalazioni presenti in banche dati del Paese di residenza non incidono su una pratica italiana, così come le posizioni italiane non sono visibili ai sistemi locali. Sono circuiti separati.

Pratiche già in corso: rinnovo o chiusura

Chi ha già una cessione attiva e si è trasferito all’estero può valutare il rinnovo, cioè un nuovo finanziamento che chiude il precedente e libera liquidità aggiuntiva. L’operazione è normalmente possibile dopo che è stata rimborsata una parte significativa delle rate previste, secondo la soglia stabilita dall’istituto.

Se esiste un finanziamento da chiudere, prima di stimare la nuova liquidità occorre richiedere il conteggio estintivo e verificare le condizioni dell’estinzione anticipata della cessione del quinto.

Per il residente all’estero il punto critico è lo scambio dei documenti con l’istituto originario, che può richiedere qualche giorno in più. È un passaggio da mettere in conto nella pianificazione, non un ostacolo.

Dove viene accreditata la somma

L’erogazione avviene su un conto corrente intestato al richiedente. Non è necessario che si tratti di un conto italiano: molti pensionati mantengono un rapporto bancario in Italia dopo il trasferimento, ma chi ha chiuso ogni rapporto italiano può indicare un conto aperto nel Paese di residenza, nel rispetto delle verifiche previste dalla normativa antiriciclaggio.

Il punto da chiarire in fase di istruttoria, e non dopo, è quale conto verrà indicato: modificarlo a pratica avviata comporta un ciclo di verifiche aggiuntivo.

I Paesi di residenza più frequenti

La cessione del quinto per pensionati AIRE non è riservata a un elenco chiuso di Paesi. Il Paese di residenza incide però sui tempi e sul livello di verifica richiesto, e conviene sapere in quale scenario ci si trova.

Unione Europea e Spazio economico europeo. È lo scenario più lineare. Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Grecia, Romania, Bulgaria, Croazia, Malta, Austria, Slovacchia e le Canarie — che sono territorio spagnolo a tutti gli effetti — rientrano in un quadro normativo condiviso in materia di identificazione, pagamenti e cooperazione amministrativa. Spagna e Portogallo, per ragioni fiscali e di costo della vita, sono da anni le destinazioni più scelte dai pensionati italiani.

Europa extra-UE. Svizzera, Regno Unito e Albania rappresentano casi frequenti. Le verifiche possono essere leggermente più articolate, ma si tratta di destinazioni consolidate e ben conosciute dagli operatori.

Paesi extraeuropei. Brasile, Argentina, Thailandia, Canada, Messico, Australia, Tunisia, Marocco ed Emirati Arabi Uniti compaiono con regolarità tra le richieste. Qui il fattore determinante è la distanza operativa: fuso orario, tempi consolari per il certificato AIRE e disponibilità di collegamento per la videochiamata di identificazione.

Paesi ad alto rischio e Stati sottoposti a sanzioni. Per le residenze in Paesi inseriti negli elenchi ad alto rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, o soggetti a misure restrittive internazionali, la valutazione è più stringente e richiede verifiche rafforzate. Non è escluso a priori che la pratica sia percorribile, ma è indispensabile una verifica preventiva prima di avviare qualsiasi raccolta documentale.

In tutti i casi, la regola pratica è la stessa: il Paese non è mai il primo elemento da verificare. Vengono prima l’ente erogatore, la quota cedibile e l’età a scadenza. Il Paese incide sui tempi, raramente sulla fattibilità.

Costi e tutele: cosa controllare prima di firmare

Il costo di una cessione del quinto non si legge nella rata. Una rata bassa ottenuta allungando la durata può corrispondere a un costo complessivo più alto di una rata più elevata su un piano più corto.

Per confrontare proposte omogenee usa il SECCI e verifica TAN, TAEG e costi della cessione, senza giudicare l’offerta dalla sola rata. Il SECCI — le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori — è il documento standardizzato che ogni intermediario è tenuto a consegnare prima della firma: è lo strumento pensato proprio per rendere confrontabili offerte diverse.

Le voci da verificare sono il tasso applicato, il TAEG che ne incorpora gli oneri accessori, il premio della polizza obbligatoria, le commissioni dell’intermediario e il costo totale del credito. La copertura assicurativa merita attenzione particolare: è obbligatoria per legge nella cessione del quinto e tutela gli eredi, che non si troveranno a dover rimborsare il debito residuo in caso di premorienza del titolare.

Un contatto a distanza non equivale a un’offerta definitiva: usa il calcolo della cessione del quinto per comprendere rata e importo indicativi, poi confronta il SECCI prima di inviare documenti o firmare. Un preventivo serio indica condizioni riferite al tuo profilo specifico, non tassi generici presentati come già acquisiti.

Cessione del quinto o prestito personale: cosa cambia vivendo all’estero

Per un residente in Italia la scelta tra i due strumenti è reale e si valuta caso per caso. Per un iscritto AIRE, di norma, non lo è: il prestito personale erogato da istituti italiani presuppone quasi sempre la residenza in Italia, e questo restringe il campo alla sola cessione del quinto.

Restano però situazioni in cui la cessione non è applicabile — perché la prestazione non è cedibile, perché l’età a scadenza non consente una durata sostenibile, o perché la quota disponibile è già impegnata. Se la cessione non è applicabile alla specifica prestazione, il confronto tra i prestiti per pensionati aiuta a distinguere rimborso tramite trattenuta e prestito personale, e a capire quali alternative abbia senso esplorare.

Errori da evitare

Avviare la raccolta documenti prima della verifica di fattibilità. Ottenere un certificato AIRE da un consolato oberato può richiedere settimane. Farlo per una pratica che poi risulta non percorribile è tempo perso. L’ordine corretto è: verifica preliminare, poi documenti.

Trascurare l’iscrizione AIRE. Vivere stabilmente all’estero mantenendo la residenza anagrafica in Italia crea un disallineamento che emerge inevitabilmente nelle verifiche antiriciclaggio, in un momento in cui la pratica è già avviata.

Stimare l’importo dalla pensione lorda. Il riferimento è la quota cedibile netta comunicata dall’ente, non l’importo lordo e nemmeno il netto in cedolino.

Moltiplicare le richieste presso più intermediari contemporaneamente. Non accelera nulla e lascia tracce nelle banche dati creditizie che possono complicare la valutazione.

Sottovalutare l’età a scadenza. È il vincolo che più spesso ridimensiona le aspettative, e va verificato all’inizio, non dopo aver costruito un progetto su un importo che non è ottenibile.

Firmare senza aver letto il SECCI. Il documento esiste per essere confrontato. Riceverlo e archiviarlo senza leggerlo vanifica la tutela che offre.

Cosa NON promettiamo

Non promettiamo l’approvazione della pratica: ogni richiesta è soggetta alla valutazione dell’istituto finanziatore, che decide in autonomia.

Non indichiamo tassi o importi prima di aver esaminato la posizione: qualunque cifra fornita senza conoscere ente erogatore, quota cedibile, età e trattenute in essere sarebbe un numero inventato.

Non garantiamo tempi certi di erogazione per le pratiche dall’estero: dipendono anche da soggetti terzi, in primo luogo gli uffici consolari, sui quali non abbiamo alcun controllo.

Non affermiamo che la cessione del quinto sia la soluzione migliore in assoluto. È lo strumento che, per un pensionato iscritto AIRE, resta concretamente accessibile quando altre strade sono precluse. È una cosa diversa, e va detta con precisione.

Domande frequenti

Un pensionato residente all’estero può richiedere la cessione del quinto?
Sì. La residenza estera non impedisce la cessione del quinto, purché la pensione sia erogata da un ente previdenziale italiano che rilasci la quota cedibile e il richiedente sia regolarmente iscritto all’AIRE.

Devo tornare in Italia per firmare?
No. L’identificazione può avvenire da remoto, tramite identità digitale o videochiamata con un operatore incaricato, e la sottoscrizione avviene con firma elettronica dal proprio dispositivo.

Serve obbligatoriamente il certificato di iscrizione AIRE?
Sì, per chi risiede stabilmente all’estero è il documento che attesta formalmente la residenza. È gratuito e si richiede al consolato competente, in molti casi online tramite il portale Fast It.

Posso ricevere l’importo su un conto estero?
Sì, purché il conto sia intestato al richiedente. Va indicato durante l’istruttoria, non a pratica avviata.

Un pensionato AIRE può ottenere un prestito personale da una banca italiana?
Di norma no: gli istituti italiani richiedono quasi sempre la residenza in Italia per il credito al consumo ordinario. È la ragione principale per cui la cessione del quinto resta la via praticabile.

Quanto tempo serve per completare una pratica dall’estero?
I tempi sono variabili e dipendono soprattutto dalla rapidità con cui si ottengono i documenti consolari e dalla disponibilità del richiedente per l’identificazione. La parte istruttoria vera e propria non è significativamente più lunga di quella di un residente in Italia.

Anche i pensionati di enti diversi dall’INPS possono accedere?
Possono essere valutati, purché l’ente erogatore rilasci la quota cedibile. Il presupposto è quello, non la denominazione dell’ente.

Se percepisco una pensione erogata da un ente previdenziale estero, posso usare la cessione del quinto?
No. La cessione del quinto presuppone una prestazione erogata da un ente italiano che disponga la trattenuta. Una pensione interamente estera non è cedibile con questo strumento.

Ho sia una pensione italiana sia una pensione estera: cosa cambia?
La cessione può essere costruita esclusivamente sulla componente italiana e sulla relativa quota cedibile. La pensione estera non entra nel calcolo della rata cedibile.

Serve una visita medica?
Nella maggior parte dei casi la copertura assicurativa viene perfezionata senza visita medica in presenza. Quando la compagnia richiede approfondimenti, si procede di norma con modalità che non richiedono il rientro in Italia.

Posso rinnovare una cessione stipulata quando risiedevo ancora in Italia?
Sì, il trasferimento all’estero non preclude il rinnovo. Va verificata la quota di rate già rimborsata e ottenuto il conteggio aggiornato dall’istituto originario.

Il Paese in cui vivo può impedire la pratica?
Raramente. Per le residenze in Paesi ad alto rischio o soggetti a misure restrittive internazionali le verifiche sono più stringenti e serve un controllo preventivo, ma nella grande maggioranza dei casi il Paese incide sui tempi, non sulla fattibilità.

Fonti ufficiali

  • INPS — Area riservata per il rilascio di certificazioni previdenziali (Obis-M, Certificazione Unica, quota cedibile)
  • Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale — Portale Fast It, servizi consolari e iscrizione AIRE
  • Banca d’Italia — Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari
  • D.P.R. 180/1950 e successive modificazioni — Disciplina della cessione del quinto di stipendi e pensioni
  • Documento SECCI — Informazioni europee di base sul credito ai consumatori

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