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Cessione del Quinto

Prestito 20.000 euro: che stipendio serve e in quanti anni

La rata non può superare un quinto del netto. Da lì si ricava il reddito minimo per arrivare a 20.000 euro, e perché la durata è l’unica leva disponibile.

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Prestito 20.000 euro: che stipendio serve e in quanti anni

In breve

  • Con busta paga o pensione la rata non può superare un quinto del netto: è la legge.
  • Da lì si ricava il netto minimo che serve per arrivare a 20.000 euro.
  • La durata è la leva: su 120 mesi serve metà del reddito che serve su 60.
  • Oltre dieci anni non si può andare, quindi la leva ha un fondo.
  • Un tasso zero su questo importo non esiste: dove compare, il costo sta altrove.

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Per ottenere un prestito di 20.000 euro con la cessione del quinto la domanda non è «me lo danno?» ma «quanto netto serve, e su quanti anni». La rata è vincolata per legge a un quinto dello stipendio o della pensione netti, e la durata massima è di dieci anni: da questi due numeri si ricava, prima di parlare con chiunque, se l’importo è alla tua portata. Su 120 mesi il reddito necessario è circa la metà di quello che serve su 60.

Prestito 20000 euro: chi può ottenerlo con busta paga o pensione

La cessione del quinto si rivolge a chi ha un’entrata su cui si possa operare una trattenuta alla fonte: dipendenti — pubblici, statali o privati — e pensionati. Non alle partite IVA, non a chi ha redditi solo occasionali, perché manca il soggetto che trattiene.

Dentro questi due gruppi, quello che decide non è la categoria ma tre numeri: il netto mensile, quanto di quel netto è già impegnato da altre trattenute, e l’anzianità del rapporto di lavoro. Chi cerca «finanziamento 20000 euro» e chi cerca «prestito 20 mila euro» sta cercando la stessa cosa: cambia la parola, non il prodotto. Ed è un importo di taglia media per la cessione del quinto — sta comodamente sotto i massimali, e il vincolo che incontra è quasi sempre il reddito, non l’importo in sé.

Che stipendio serve per un prestito da 20000 euro

Questa è la parte che nessuno scrive, e si può calcolare esattamente senza conoscere nessuna condizione economica. Dividi 20.000 per il numero di rate: ottieni la quota di solo capitale, cioè la parte di rata che serve unicamente a restituire il prestato. Moltiplica per cinque e hai il netto sotto il quale quell’importo, su quella durata, è matematicamente impossibile.

Leggi bene questa tabella

I numeri della seconda colonna non sono importi di rata e non sono un’offerta: sono la sola quota capitale, cioè quanto costerebbe restituire 20.000 euro se il denaro fosse gratis. Il denaro non è gratis: la rata reale comprende interessi, costi e il premio della polizza obbligatoria, quindi è più alta, e di conseguenza il netto che serve davvero è superiore a quello della terza colonna. Questa tabella serve a una cosa sola, e la fa bene: dirti quando la risposta è no prima ancora di chiedere.

Il percorso inverso — partire dal tuo stipendio e arrivare all’importo ottenibile — è spiegato in quanto si può ottenere con lo stipendio, e per chi è in pensione in quanto si può ottenere con la pensione. Il calcolo del quinto voce per voce, tredicesima compresa, è in calcolo del quinto dello stipendio.

Calcolatore

Simulazione prestito 20.000 euro: quanto sta nel tuo quinto

La rata della cessione del quinto non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netti. Inserisci l’importo netto mensile per un calcolo indicativo.

Sei

Stipendio in busta paga o pensione sul cedolino, per esempio 1.450

Prestito 20.000 euro in 120 mesi, in 5 anni o in 60 rate: la durata è la leva

Guarda di nuovo la tabella e nota il rapporto: fra 60 e 120 rate il fabbisogno di reddito si dimezza. È l’unica leva davvero a disposizione di chi non può cambiare il proprio stipendio, ed è il motivo per cui la stessa persona può sentirsi dire no su una durata e sì su un’altra.

Lo stesso importo diventa così un prestito 20.000 euro in 5 anni o un prestito 20.000 euro in 10 anni a seconda di dove cade la tua capienza, ed è la stessa operazione: un prestito 20.000 euro in 60 rate e uno in 120 rate differiscono solo per quanto a lungo lo porti.

Ha però due limiti, e vanno detti entrambi. Il primo è normativo: la cessione del quinto non può superare i dieci anni, quindi sotto un certo reddito la leva finisce e l’importo resta irraggiungibile, qualunque cosa si provi. Il secondo è economico: allungare riduce la rata ma aumenta quanto restituisci in tutto. Su un importo come questo, passare da 60 a 120 rate raddoppia il numero di mensilità su cui maturano gli interessi.

Il criterio pratico è semplice, ed è l’opposto di quello che viene spontaneo: scegli la durata più corta che la tua rata sostiene, non la più lunga che ti fa entrare nel quinto. La durata lunga è una soluzione a un problema di capienza, non un vantaggio.

Prestito 20.000 euro tasso zero: perché non esiste

Su una cessione del quinto, no. Il tasso zero esiste nel credito finalizzato, dove chi vende il bene si fa carico del costo del finanziamento per chiudere la vendita: il costo c’è, semplicemente non lo paghi tu in forma di interessi — lo paghi nello sconto che non ti è stato fatto. Un finanziamento non finalizzato, cioè liquidità che puoi spendere come vuoi, non ha nessuno che possa farsi carico di quel costo al posto tuo. Il meccanismo per esteso è in finanziamento auto a tasso zero.

Cessione del quinto o prestito personale per 20.000 euro

Su questo importo la scelta si pone davvero, e dipende da una cosa sola: che cosa il finanziatore guarda per dire sì.

Un prestito personale da 20.000 euro si regge su una previsione: il finanziatore stima che riuscirai a pagare, guardando reddito, uscite e storia creditizia, e addebita la rata sul conto. La cessione del quinto non stima niente: la rata viene trattenuta prima che lo stipendio arrivi sul conto, e a copertura c’è una polizza obbligatoria su premorienza e perdita d’impiego. Da qui discendono le differenze pratiche: la cessione ha requisiti più rigidi su chi sei (serve un ente pagatore) e più larghi su come sei andato in passato.

Il confronto completo, con i casi in cui conviene l’uno e quelli in cui conviene l’altra, è in cessione del quinto o prestito personale. Va detto per chiarezza che Orfinitalia non colloca prestiti personali: lavoriamo su cessione del quinto e delega di pagamento.

Se hai già altri finanziamenti o segnalazioni

Sono le due situazioni che cambiano di più il quadro, e in direzioni opposte.

Altri finanziamenti in corso. Se hai già una cessione del quinto attiva, il quinto è occupato: non se ne aprono due. Le strade sono il rinnovo, quando la pratica è abbastanza avanzata, oppure la delega di pagamento, che è un secondo quinto ma richiede l’adesione del datore di lavoro. Se invece le rate in corso sono prestiti ordinari addebitati sul conto, non occupano il quinto: il quadro è in cessione del quinto con altri finanziamenti.

Segnalazioni negli archivi creditizi. Pesano meno che in un prestito ordinario, perché la garanzia dell’operazione è strutturale e non si fonda sulla sola storia del richiedente. Meno non vuol dire zero: resta l’istruttoria, resta la valutazione del merito creditizio prevista dalla legge e resta il giudizio della compagnia assicurativa. Nessuno può garantire un esito. Che cosa significhi esattamente essere segnalati è in prestiti per cattivi pagatori.

Documenti e tempi

Per istruire un finanziamento di 20000 euro non servono più documenti che per uno di importo diverso: l’elenco è lo stesso. E per un primo preventivo non serve nulla di formale: bastano il netto mensile, le trattenute già attive, il tipo di contratto e la data di nascita. I documenti veri e propri servono dopo, e l’elenco completo con le differenze fra dipendenti pubblici, privati e pensionati è in documenti per la cessione del quinto.

Sui tempi, la variabile che pesa non è la banca ma l’amministrazione: il rilascio del certificato di stipendio o della comunicazione sulla quota cedibile può richiedere da pochi giorni a diverse settimane. Le fasi una per una sono in tempi di erogazione della cessione del quinto.

Domande frequenti

Prestito 20000 euro calcolo rata: come si fa?

La rata si compone di quota capitale e quota interessi, a cui si aggiungono i costi e il premio assicurativo. La quota capitale la calcoli da solo: 20.000 diviso il numero di rate. Il resto dipende dalle condizioni applicate, che nessuno può indicarti in astratto e che trovi scritte sul preventivo personalizzato e nella documentazione precontrattuale. La meccanica del calcolo è spiegata in calcolo della rata.

Posso avere 20.000 euro in 10 anni anche con uno stipendio basso?

Dipende da quanto basso. La durata di 120 mesi abbassa il fabbisogno fino a circa 840 euro netti di solo capitale, e la rata reale alza quella soglia. Sotto quel livello il problema non è la banca: è l'aritmetica del quinto. In quei casi ha senso ragionare su un importo inferiore, che resta ottenibile, piuttosto che insistere su 20.000. Le situazioni di reddito contenuto sono trattate in cessione del quinto con stipendio basso.

Meglio 60 rate o 120 rate per un prestito di 20000 euro?

La durata più corta che la tua rata sostiene. Su 120 rate paghi meno ogni mese ma restituisci per il doppio del tempo, e il costo complessivo cresce. La durata lunga ha senso quando serve a far entrare la rata nel quinto, o quando lascia un margine di sicurezza che preferisci avere: è una scelta di sostenibilità, non di convenienza.

Un pensionato può ottenere 20.000 euro?

Sì, con due vincoli in più rispetto a un dipendente. Il primo è che la quota cedibile la determina l'ente pensionistico e tiene conto della soglia sotto la quale la pensione non è aggredibile. Il secondo è l'età: la compagnia assicurativa fissa dei limiti sulla durata copribile, e sono quelli che spesso decidono se i 120 mesi sono disponibili o no. Il quadro è in prestiti per pensionati.

Mi serve una cifra diversa: cambia qualcosa?

Cambia solo il numero da cui parte il calcolo, il metodo è identico: importo diviso rate, per cinque. Per un importo più alto la soglia di reddito sale in proporzione, ed è il caso trattato in prestito da 30.000 euro. Sotto i 3.000 euro, invece, la cessione del quinto non è lo strumento adatto: il peso dei costi fissi e della polizza non giustifica l'operazione.

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