Prestito pluriennale INPS: requisiti, durata, costi e rinnovo
Cinque o dieci anni, quattro anni di anzianità richiesti, rata entro il quinto. Requisiti, costi, termini di rinnovo e differenze con la cessione del quinto.

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Richiedi preventivoIl prestito pluriennale INPS è la prestazione creditizia che l’Istituto concede ai propri iscritti per importi e durate superiori a quelle del piccolo prestito: cinque o dieci anni, da restituire con rate trattenute in busta paga o sul cedolino della pensione. A differenza del piccolo prestito va motivato: si richiede per necessità personali o familiari documentate, comprese fra quelle elencate nel Regolamento.
Chi può richiedere il prestito pluriennale
La platea è la stessa del piccolo prestito:
- i dipendenti pubblici e i pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
- il personale di Poste Italiane in attività di servizio iscritto alla Gestione speciale di Previdenza (Fondo Credito ex IPOST).
Come per il piccolo prestito, la prestazione è concessa nei limiti delle disponibilità finanziarie previste annualmente nel bilancio dell’Istituto: avere i requisiti non basta a garantirla.
I requisiti, più stringenti del piccolo prestito
È qui che cade la maggior parte delle domande, perché l’anzianità richiesta è quattro volte quella del piccolo prestito:
- quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini pensionistici e quattro anni di contribuzione alla gestione di riferimento;
- essere in attività di servizio con retribuzione fissa e continuativa al momento della domanda;
- avere un contratto a tempo indeterminato, oppure a tempo determinato non inferiore a tre anni.
Per chi ha un contratto a termine di almeno tre anni la cessione deve estinguersi entro il periodo del contratto, con una durata residua di almeno cinque anni: una combinazione difficile da realizzare, ed è il motivo per cui questa strada resta chiusa a molti precari.
Sull’iscrizione vale la novità introdotta dall’articolo 27, comma 1, della legge 203/2024: dipendenti e pensionati pubblici possono aderire volontariamente senza vincoli temporali e accedere alle prestazioni trascorso un anno dall’iscrizione.
Durata, rata e importo
Due sole durate possibili: quinquennale in 60 rate o decennale in 120 rate. La rata mensile non può superare un quinto dello stipendio o della pensione, e la prima trattenuta parte dal secondo mese successivo all’erogazione.
C’è una possibilità che spesso sfugge: chi sta già restituendo un prestito pluriennale può chiedere anche un piccolo prestito in misura ridotta, da una a quattro mensilità rimborsabili rispettivamente in 12, 24, 36 o 48 mesi. Le due cose possono quindi convivere.
Allo stesso modo, nei limiti della quota cedibile, si può chiedere un nuovo prestito pluriennale anche in presenza di una trattenuta per cessione del quinto già attiva, purché siano decorsi i termini di rinnovo.
Quanto costa
Sull’importo lordo gravano tre voci, le stesse del piccolo prestito:
- un tasso di interesse nominale annuo che varia in base alla gestione di appartenenza, pubblicato nelle tabelle allegate alla scheda INPS;
- un’aliquota per spese di amministrazione dello 0,5%;
- un premio per il fondo rischi, per fasce di età alla scadenza e di durata.
Spese di amministrazione e premio del fondo rischi vengono trattenuti all’atto dell’erogazione: l’accredito è quindi inferiore all’importo lordo richiesto. L’INPS precisa inoltre che i TAEG pubblicati hanno scopo puramente orientativo e possono variare secondo le condizioni del richiedente.
Rinnovo: i termini da rispettare
Le soglie sono rigide e vale la pena conoscerle prima di firmare, perché vincolano per anni:
- non si può rinnovare prima di due anni dall’inizio di una cessione quinquennale;
- non si può rinnovare prima di quattro anni dall’inizio di una cessione decennale;
- prima dei due anni da un quinquennale si può passare a un decennale solo se non si è mai fruito di altre cessioni decennali.
Attenzione all’effetto dell’estinzione anticipata volontaria: se estingui prima dei termini di rinnovo, dovrai aspettare un anno dalla data di estinzione per chiedere una nuova cessione. È una conseguenza che chi estingue per liberare capienza spesso non mette in conto.
L’estinzione anticipata resta comunque possibile in qualsiasi momento versando il debito residuo, tramite modulo telematico nell’area riservata. Nel calcolo del residuo viene rimborsata la quota del Fondo rischi corrispondente al periodo di abbreviazione della garanzia.
Se cessi il servizio o in caso di decesso
- Cessazione con diritto a pensione: il prestito prosegue sulla pensione, con trattenuta non superiore al quinto al netto delle ritenute erariali. Se la rata eccede, l’INPS ricalcola il piano e recupera l’eccedenza sul TFR o TFS.
- Cessazione senza diritto a pensione o con pensione differita: il debito residuo è recuperato sul TFR o TFS.
- Decesso del beneficiario: estingue l’ammortamento successivo. L’INPS non procede verso gli eredi per le rate non ancora scadute.
Prestito pluriennale o cessione del quinto
Una precisazione che l’INPS stesso mette nero su bianco: per i prestiti erogati ai pensionati da banche o società finanziarie dietro cessione del quinto, l’INPS non è parte del contratto. In quel caso applica soltanto la trattenuta sulla pensione. Sono due strumenti diversi, non due versioni della stessa cosa.
- Il pluriennale INPS richiede quattro anni di anzianità e contribuzione, va motivato con necessità documentate ed è vincolato alle disponibilità di bilancio.
- La cessione del quinto è un contratto di finanziamento ex D.P.R. 180/1950, non richiede iscrizione a una gestione specifica né la motivazione della spesa, ed è aperta anche ai dipendenti del settore privato.
- Entrambe rispettano il limite del quinto e, nei limiti della quota cedibile, possono coesistere.
Domande frequenti
Quanto dura il prestito pluriennale INPS?
Cinque anni, da restituire in 60 rate, oppure dieci anni in 120 rate. Non esistono durate intermedie.
Quanta anzianità serve?
Quattro anni di servizio utile ai fini pensionistici e quattro anni di contribuzione alla gestione di riferimento. Il piccolo prestito ne richiede uno solo: è la differenza principale fra i due strumenti.
Posso avere insieme pluriennale e piccolo prestito?
Sì. Chi sta restituendo un pluriennale può chiedere anche un piccolo prestito in misura ridotta, da una a quattro mensilità in 12, 24, 36 o 48 mesi.
Dopo quanto posso rinnovarlo?
Due anni dall’inizio per il quinquennale, quattro per il decennale. Se estingui anticipatamente prima di quei termini, devi attendere un anno dall’estinzione.
Serve indicare il motivo della richiesta?
Sì. A differenza del piccolo prestito, il pluriennale si richiede per necessità personali o familiari documentate, fra quelle previste nell’elenco allegato al Regolamento.
Fonti ufficiali
- INPS, scheda servizio Prestito pluriennale diretto per gli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e per gli iscritti alla Gestione speciale di Previdenza per il personale delle Poste Italiane SpA (Fondo Credito ex IPOST), ultimo aggiornamento 30 settembre 2026, con le tabelle TAN e TAEG allegate e il regolamento prestiti.
- Decreto ministeriale 45/2007 e decreto ministeriale 110/2021.
- Legge 203/2024, articolo 27, comma 1.
- D.P.R. 180/1950, per la cessione del quinto.
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