Troppi debiti, cosa fare: le quattro strade, in ordine
La strada giusta dipende da una domanda sola: c’è un reddito stabile? Se sì si riorganizza, se no la via è un’altra. E la prescrizione quasi mai funziona come si spera.

In breve
- La prima cosa da fare non è cercare soldi: è mettere in fila i debiti e sapere quanto sono.
- Le strade sono quattro, e dipendono da una sola domanda: c’è un reddito stabile?
- Un nuovo finanziamento non è mai la risposta a una difficoltà economica. A volte è uno strumento, a volte un errore.
- Chi non ha un reddito sufficiente ha comunque una via: le procedure di sovraindebitamento.
- La prescrizione debiti esiste, ma quasi mai funziona come si spera.
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Quando i debiti sono troppi, la strada giusta dipende da una cosa sola: se esiste un reddito stabile che, dopo le spese necessarie, lascia un margine. Se c’è, si può riorganizzare il debito e renderlo sostenibile. Se non c’è, nessun nuovo finanziamento risolve il problema e la strada è un’altra: le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, che possono arrivare alla cancellazione del debito residuo. Questa pagina serve a capire in quale dei due casi ti trovi.
«Sono piena di debiti, aiutatemi»: da dove si comincia
È una delle ricerche più frequenti su questo argomento, ed è scritta esattamente così. Dietro c’è quasi sempre la stessa sensazione: non sapere più quanti sono, a chi, e da che parte iniziare.
Che siano debiti bancari, debiti finanziari o rate arretrate verso più società, il primo passo non costa niente e cambia tutto: fare l’elenco. Non una stima a mente, un foglio. Finché i debiti restano un’unica massa indistinta sembrano insormontabili; messi in riga quasi sempre si scopre che sono meno di quello che pesavano, che alcuni sono più urgenti di altri e che qualcuno è persino contestabile.
Che cosa mettere nel foglio, per ogni debito
- Chi è il creditore oggi: per i debiti con le banche e per i debiti di finanziamento la posizione può essere stata ceduta a una società di recupero.
- Quanto, distinguendo capitale residuo, interessi di mora e spese.
- Da quando non paghi: la data dell’ultimo pagamento o dell’ultimo sollecito.
- A che punto è: solleciti, diffida, decreto ingiuntivo, pignoramento in corso.
- Se c’è un garante o un coobbligato, perché la posizione riguarda anche lui.
Accanto all’elenco serve il secondo numero, quello che decide tutto: quanto entra ogni mese e quanto resta dopo le spese a cui non puoi rinunciare. È da lì che si capisce quale delle strade qui sotto è davvero la tua.
Troppi debiti: cosa fare, in ordine
Le strade praticabili sono quattro e non sono alternative fra cui scegliere a piacere: sono scenari, e si applicano a situazioni diverse. Trova la tua riga.
| La tua situazione | La strada |
|---|---|
| Reddito stabile, difficoltà passeggera su una posizione | Rinegoziare con quel creditore: allungare il piano o sospendere qualche rata |
| Reddito stabile, più rate che insieme non stanno in piedi | Consolidare: una sola rata al posto di tante, se i conti tornano davvero |
| Un debito fermo che il creditore vuole chiudere | Saldo e stralcio: pagare meno, ma in un’unica soluzione |
| Nessun reddito sufficiente, debiti oltre le possibilità | Procedure di sovraindebitamento, tramite un OCC |
Il credito non è la risposta a una difficoltà economica
Va detto chiaramente, anche da chi il credito lo colloca. Se le entrate non coprono le uscite, aggiungere una rata peggiora il problema: lo sposta più avanti e lo fa crescere. Un consolidamento ha senso solo quando la rata unica è davvero sostenibile sul reddito che hai oggi, non su quello che speri di avere. Chi ti propone un finanziamento senza aver guardato i tuoi numeri non ti sta aiutando — e dal 2026 la normativa vieta espressamente di presentare il credito come la soluzione a una difficoltà economica.
Debiti: come uscirne quando un reddito c’è
Con una busta paga da dipendente o una pensione, il margine di manovra esiste ed è concreto. Il principio è sempre lo stesso: ridurre il numero delle scadenze e riportare l’uscita mensile dentro quello che il reddito regge.
Il consolidamento fa esattamente questo: estingue più posizioni e le sostituisce con un’unica rata, che può essere trattenuta direttamente in busta paga o sulla pensione. Il vantaggio non è «pagare meno» — su una durata più lunga il costo complessivo spesso sale — ma tornare a poter pagare, smettere di accumulare insoluti e fermare la spirale di more e spese. È un obiettivo diverso, ed è onesto chiamarlo con il suo nome.
Il confronto va fatto sul netto ricavo e sul costo totale, non sulla rata: una rata più bassa ottenuta allungando molto la durata è un sollievo immediato che può costare parecchio. Come si legge quel numero è spiegato nella guida sul rinnovo della cessione del quinto, e le voci che compongono il costo nella guida sui costi della cessione.
Se invece la trattativa che hai davanti è la chiusura di una singola posizione a una cifra ridotta, il meccanismo e i suoi tempi sono nella guida sul saldo e stralcio.
Quando il reddito non basta: le procedure
È la parte che quasi nessuno spiega a chi non la conosce già, e che invece è la risposta giusta per una parte consistente delle persone che arrivano qui.
Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede procedure rivolte anche alle persone fisiche e alle famiglie, non solo alle imprese. Si passa da un OCC, l’organismo di composizione della crisi, che aiuta a costruire la proposta e la porta davanti al giudice. A seconda della situazione si può arrivare a un piano di ristrutturazione dei debiti sostenibile sul reddito reale, oppure — per chi non ha nulla da offrire — alla cancellazione del debito residuo.
Che cosa fa Orfinitalia, e che cosa no
Orfinitalia è un intermediario del credito iscritto all’OAM: si occupa di cessione del quinto e delega di pagamento. Non gestisce procedure di sovraindebitamento, non tratta i debiti al posto tuo e non dà consulenza legale. Se la tua situazione è quella dell’ultima riga della tabella, l’interlocutore giusto è un OCC o un avvocato, e te lo diciamo qui invece di lasciartelo scoprire dopo. Gli OCC sono istituiti presso ordini professionali, camere di commercio ed enti pubblici: l’elenco è consultabile sul sito del ministero della giustizia.
Quali siano le quattro procedure, a chi serve ciascuna e perché il nome che quasi tutti cercano è quello sbagliato, è spiegato nella guida su sovraindebitamento ed esdebitazione.
Debiti, prescrizione e tempi: quando aspettare non conviene
È la speranza che circola di più, e quasi sempre riposa su un equivoco. Vale la pena chiarirlo, perché contare sulla prescrizione dei debiti e sbagliare i conti significa perdere anni. Vale sia per la prescrizione debiti bancari sia per quelli verso le finanziarie: la regola è la stessa.
| Che cosa si prescrive | In quanto tempo |
|---|---|
| Il capitale di un prestito o di un finanziamento | Dieci anni, prescrizione ordinaria (art. 2946 c.c.) |
| Gli interessi | Cinque anni (art. 2948 n. 4 c.c.) |
| Canoni e forniture periodiche | Cinque anni |
L'equivoco delle rate
Molti credono che un finanziamento rimborsato a rate si prescriva in cinque anni perché «le rate sono periodiche». Non è così: l’art. 2948 n. 4 del codice civile riguarda le obbligazioni periodiche per loro natura, non quelle nate unitarie e poi rateizzate. Un prestito è un debito unico diviso in rate, quindi sul capitale vale il termine ordinario di dieci anni; il termine breve resta per gli interessi.
E soprattutto: il termine si interrompe. Ogni sollecito formale, ogni diffida, ogni atto giudiziario lo fa ripartire da capo. Poiché i creditori lo sanno e mandano regolarmente lettere proprio per questo, la prescrizione matura molto più raramente di quanto si racconti. Aspettare in silenzio, intanto, fa crescere interessi e spese e lascia la segnalazione attiva.
C’è poi un caso in cui il conto riparte da capo con regole proprie: quando di mezzo è passato un decreto ingiuntivo, il termine diventa di dieci anni dal momento in cui il provvedimento è diventato definitivo, qualunque fosse la scadenza originaria.
Domande frequenti
Troppi debiti, come fare se ho già saltato delle rate?
Per prima cosa non smettere di comunicare con i creditori: il silenzio accelera i passaggi formali, non li rallenta. Poi metti in fila le posizioni e guarda il margine mensile reale. Che cosa succede concretamente dopo una rata saltata — segnalazione, preavviso, decadenza — è spiegato nella guida su cosa succede se non paghi una rata.
Il consolidamento conviene sempre?
No. Conviene quando trasforma una situazione ingestibile in una sostenibile, e il confronto va fatto sul costo totale oltre che sulla rata. Se l’unico modo per far scendere la rata è allungare molto la durata, il sollievo immediato si paga negli anni. E se il margine mensile resta negativo anche dopo, il consolidamento non è lo strumento giusto.
Posso accedere alle procedure di sovraindebitamento se ho uno stipendio?
Avere un reddito non esclude automaticamente l’accesso: le procedure guardano al rapporto fra quello che hai e quello che devi. Con un reddito stabile è più probabile che il percorso sia un piano di ristrutturazione sostenibile piuttosto che la cancellazione del debito. È una valutazione che fa l’OCC sui numeri reali, non una regola che si può applicare da soli.
Dopo 10 anni i debiti vanno in prescrizione?
Non automaticamente, ed è l’equivoco più diffuso. Quali debiti vanno in prescrizione dopo 10 anni lo dice il termine ordinario, che vale per i crediti fuori dalle ipotesi speciali: fra questi il capitale di prestiti e finanziamenti. Cinque anni valgono per gli interessi e per le prestazioni periodiche per natura, come canoni e forniture. In entrambi i casi il conteggio riparte a ogni atto interruttivo, quindi la data da cui contare non è quasi mai quella dell’ultima rata pagata.
Non riesco più a pagare le rate dei finanziamenti: chi mi può aiutare davvero?
Dipende dallo scenario. Con un reddito capiente, un intermediario del credito può valutare se una riorganizzazione regge. Senza, l’interlocutore è un OCC o un avvocato. Diffida di chi promette la cancellazione dei debiti dietro compenso anticipato senza guardare la tua documentazione: è lo schema ricorrente di chi approfitta di queste situazioni.
I miei debiti riguardano anche mio marito o mia moglie?
Dipende dal regime patrimoniale e da chi ha firmato. Un debito contratto da te solo resta tuo, ma in comunione dei beni il creditore può aggredire la tua quota dei beni comuni; se invece il coniuge ha firmato come garante o coobbligato risponde direttamente. È uno dei punti su cui conviene farsi dire come stanno le cose da un professionista, perché le conseguenze sono diverse in ogni caso.
Sono disoccupato e non posso pagare i debiti: che cosa posso fare?
Senza un reddito la strada del credito è chiusa, e chi te ne offre uno in questa situazione non ti sta facendo un favore. Il percorso corretto è quello delle procedure di composizione della crisi: si passa da un OCC, che valuta la tua situazione reale e costruisce una proposta sostenibile o, quando non c’è nulla da offrire, chiede la cancellazione del debito residuo. È un diritto previsto dalla legge, non un favore.
Ho troppi debiti, come posso fare se sono già in prescrizione alcuni?
I debiti prescritti non si cancellano da soli: la prescrizione va eccepita, cioè fatta valere, e non opera d’ufficio. Se paghi anche solo un acconto su un debito prescritto, riconosci il debito e la prescrizione salta. Prima di muoversi su posizioni vecchie conviene quindi farle guardare a un professionista, posizione per posizione.
Fonti ufficiali
- Codice civile, artt. 2946 e 2948 — prescrizione ordinaria e quinquennale (si apre in una nuova scheda) Normattiva
- D.lgs. 14/2019 — codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (si apre in una nuova scheda) Normattiva
- Elenco degli organismi di composizione della crisi (si apre in una nuova scheda) Ministero della Giustizia
- D.lgs. 212/2025 — credito ai consumatori, regole sulla comunicazione commerciale (si apre in una nuova scheda) Gazzetta Ufficiale
Fonti controllate il
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