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Cessione del Quinto

Certificato di stipendio, documento di reddito e atto di benestare: cosa sono, chi li compila e i tempi

In breve

  • «Documento di reddito» è il nome generico di tutto ciò che dimostra quanto guadagni: busta paga, Certificazione Unica, cedolino della pensione, 730 o modello Redditi. Per la cessione del quinto il documento che conta davvero è il certificato di stipendio.
  • Il certificato di stipendio lo compila il datore di lavoro sul modulo dell'istituto: riporta retribuzione, anzianità, contratto, TFR accantonato e trattenute in corso. Da lì l'istituto calcola la quota cedibile e l'importo.
  • L'atto di benestare arriva dopo la firma: è la presa d'atto con cui il datore di lavoro, l'amministrazione o l'INPS conferma che tratterrà la rata. Senza benestare l'istituto non eroga.
  • Tempi indicativi: giorni per un'azienda privata, due-quattro settimane per INPS e amministrazioni pubbliche. Il datore privato può rifiutare una delega di pagamento, non una cessione del quinto notificata.

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Tre documenti compaiono in ogni richiesta di cessione del quinto e vengono confusi di continuo: il documento di reddito che presenti tu, il certificato di stipendio che compila il datore di lavoro e l’atto di benestare che il datore o l’ente restituisce dopo la firma. Questa guida spiega cosa sono, cosa contengono, chi deve produrli, quanto tempo richiedono e cosa fare quando si bloccano: sono i tre passaggi in cui una pratica perde più giorni.

Documento di reddito: cos’è e quali documenti valgono

Quando un istituto chiede un «documento di reddito» o un «documento reddituale» non si riferisce a un modulo preciso ma a una categoria: qualsiasi documento ufficiale da cui risulti il tuo reddito e chi te lo paga. Per un prestito personale basta spesso una busta paga; per la cessione del quinto servono i documenti che permettono di calcolare la quota cedibile e di valutare chi effettuerà la trattenuta.

ProfiloDocumenti di reddito richiestiChi li fornisce
Dipendente privatoUltime due buste paga, Certificazione Unica dell’ultimo anno, certificato di stipendioBuste paga e CU le hai tu; il certificato lo compila l’azienda
Dipendente pubblico o stataleUltimi cedolini, CU, certificato di stipendio dell’amministrazione; per gli stipendi NoiPA il certificato di stipendio NoiPA si scarica dal self serviceL’ufficio del personale o la piattaforma stipendiale
PensionatoUltimo cedolino della pensione, CU, certificato di pensione (modello OBIS M per l’INPS) e comunicazione della quota cedibileDal sito INPS con SPID o dal patronato; la quota cedibile la rilascia l’INPS su richiesta dell’istituto
Lavoratore autonomoModello Redditi con ricevuta di invio, F24 pagati, estratti contoIl commercialista; non sono documenti validi per la cessione del quinto, che richiede uno stipendio o una pensione

La busta paga dice quanto prendi questo mese; la Certificazione Unica quanto hai preso in un anno, con mensilità aggiuntive e conguagli; il certificato di stipendio dice tutto il resto che la busta paga non mostra: da quanto lavori lì, che contratto hai, quanto TFR è accantonato e quante trattenute sono già in corso. È per questo che la cessione del quinto non si può istruire con la sola busta paga.

Certificato di stipendio: cos’è e cosa contiene

Il certificato di stipendio (chiamato anche attestato o dichiarazione di stipendio) è un modulo predisposto dall’istituto che il datore di lavoro compila, firma e timbra. Non è una busta paga e non è un documento che il dipendente può compilare da solo: la sua funzione è proprio quella di far dichiarare al datore, sotto la propria responsabilità, i dati che servono a istruire la cessione.

SezioneCosa indicaPerché conta nell’istruttoria
Dati del datore di lavoroRagione sociale, partita IVA, sede, forma giuridica, numero di dipendenti, settoreLa compagnia assicurativa valuta la solidità dell’azienda che effettuerà la trattenuta
Dati del rapporto di lavoroData di assunzione, tipo di contratto, periodo di prova, qualifica, CCNL applicato, orarioTempo indeterminato e anzianità sono requisiti; il part-time incide sulla quota
RetribuzioneStipendio lordo e netto mensile, numero di mensilità, voci fisse e variabiliDa qui si calcola il quinto cedibile: la rata non può superare un quinto del netto
Trattenute in corsoCessioni, deleghe, pignoramenti, prestiti aziendali già attivi in busta pagaRiducono la quota disponibile; cessione e pignoramento insieme non possono superare la metà dello stipendio
TFRTFR maturato, dove è accantonato (azienda o fondo pensione), eventuali anticipi già erogatiPer i dipendenti privati è la garanzia principale insieme all’assicurazione: vedi TFR e cessione del quinto
Firma e timbroNome e ruolo di chi firma, data, timbro aziendaleSenza firma di un responsabile il certificato non è valido; molte pratiche tornano indietro per questo

Chi lo compila, come chiederlo e quanto vale

Lo compila l’ufficio del personale o il consulente del lavoro che elabora le buste paga, sul modulo fornito dall’istituto: Orfin lo invia al dipendente, o direttamente all’azienda se il dipendente preferisce, con le istruzioni per la compilazione. Nelle aziende medio-grandi è una pratica di routine che richiede pochi giorni; nelle piccole imprese, dove le paghe sono esternalizzate, conviene avvisare subito il consulente del lavoro, perché è lui ad avere i dati su TFR e trattenute. Cosa cambia quando il datore è una piccola azienda è spiegato nella guida dedicata.

Il certificato ha una validità breve, di norma 30 giorni: se la pratica si allunga l’istituto può chiederne uno aggiornato, perché nel frattempo possono essere cambiate retribuzione o trattenute. Nel settore privato non esiste un termine di legge entro cui il datore deve compilarlo, ma il datore non può rifiutarsi di dare corso a una cessione del quinto una volta che il contratto gli viene notificato: il certificato serve prima, per istruire la pratica, e un’azienda che si rifiuta di compilarlo di fatto impedisce al dipendente di accedere a un diritto riconosciuto dalla legge. Per i dipendenti pubblici il certificato lo rilascia l’amministrazione o la piattaforma stipendiale, con tempi e moduli propri: per gli statali con stipendio NoiPA è nella guida al certificato di stipendio NoiPA.

Gli errori che fanno tornare indietro il certificato

Netto indicato senza le mensilità aggiuntive o con la tredicesima spalmata; TFR dichiarato «in azienda» quando è in un fondo pensione; trattenute in corso omesse perché gestite da un altro ufficio; data di assunzione del contratto attuale invece di quella del primo contratto nella stessa azienda; firma di un impiegato senza indicazione del ruolo. Ognuno di questi errori costa una settimana. Prima di inviare il certificato, un consulente Orfin lo controlla con te.

Atto di benestare: cos’è e chi lo rilascia

L’atto di benestare (chiamato anche presa d’atto, accettazione della notifica o, per l’INPS, comunicazione di avvenuta presa in carico) è il documento con cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico, ricevuta la notifica del contratto di cessione, dichiara di averne preso atto e si impegna a trattenere la rata dallo stipendio o dalla pensione e a versarla all’istituto. È il passaggio che trasforma il contratto firmato in una trattenuta effettiva: finché non arriva, l’istituto di norma non eroga, perché non ha ancora la certezza che la rata verrà pagata alla fonte.

Nel benestare il datore conferma i dati del dipendente e della retribuzione, indica la decorrenza della prima trattenuta e segnala eventuali altre trattenute o vincoli. Per i dipendenti privati il datore prende anche atto del vincolo sul TFR, che resta a garanzia del prestito fino all’estinzione. Nel settore pubblico il benestare segue le procedure dell’amministrazione; per i pensionati INPS la procedura è gestita online tra istituto e INPS, che prima comunica la quota cedibile e poi conferma la presa in carico della trattenuta sul cedolino.

Tempi del benestare: azienda privata, INPS, NoiPA

Chi deve dare il benestareCome arrivaTempi indicativi
Azienda privataL’istituto notifica il contratto all’azienda (PEC o raccomandata); l’ufficio personale restituisce il benestare firmatoDa pochi giorni a due settimane; dipende dalla reattività dell’ufficio paghe
INPS (pensionati)Procedura telematica tra istituto e INPS: comunicazione della quota cedibile, poi presa in carico della trattenutaIn genere due-quattro settimane; la prima trattenuta parte dal primo cedolino utile
Amministrazioni con stipendio NoiPANotifica all’amministrazione e registrazione della trattenuta sulla piattaformaDue-quattro settimane; i dettagli nella guida alla cessione del quinto con NoiPA
Altre amministrazioni ed entiBenestare dell’ufficio stipendi dell’ente (Comuni, ASL, università, Forze armate)Variabili: da una settimana a oltre un mese, secondo l’ente

I tempi complessivi della pratica, dal preventivo al bonifico, dipendono quasi tutti da questo passaggio: i dettagli per i pensionati sono nella guida sui tempi della cessione del quinto INPS. Se il benestare tarda, è il consulente a sollecitare l’azienda o l’ente, non il dipendente.

Benestare rifiutato o in ritardo: cessione e delega non sono uguali

Per la cessione del quinto il datore di lavoro privato è un «debitore ceduto»: una volta notificato il contratto, è tenuto a effettuare la trattenuta e non può opporsi per ragioni di convenienza. Un ritardo è quasi sempre organizzativo (ufficio paghe esterno, notifica finita nella PEC sbagliata) e si risolve con un sollecito. Per la delega di pagamento vale il contrario: la seconda trattenuta richiede il consenso del datore, che può negarlo, e molte aziende lo fanno per policy interna. Perché succede e cosa si può fare è nella guida sulla delegazione di pagamento e il no del datore; i casi concreti nella guida sulla delega rifiutata.

Un benestare può invece fermarsi per un motivo sostanziale: il datore segnala una trattenuta che non risultava nel certificato, un pignoramento appena notificato, un contratto in scadenza. In questi casi l’istituto riapre l’istruttoria, e il risultato può cambiare. È uno dei motivi per cui il certificato di stipendio va compilato con cura: i motivi di rifiuto della cessione del quinto nascono spesso da una discrepanza tra certificato e benestare.

Pensionati: cedolino, certificato di pensione e quota cedibile

Per chi è in pensione il «certificato di stipendio» non esiste: al suo posto ci sono il cedolino della pensione, il certificato di pensione (per l’INPS il modello OBIS M, che riporta importo lordo, trattenute e categoria della pensione) e la comunicazione della quota cedibile, che l’INPS rilascia all’istituto e che indica la rata massima sostenibile tenendo conto del trattamento minimo e delle trattenute già attive. Cedolino e OBIS M si scaricano dal sito INPS con lo SPID o si chiedono al patronato (vedi come leggere il cedolino della pensione INPS); la quota cedibile la chiede l’istituto. Cosa guardare sul cedolino e come si calcola la quota sono spiegati nella guida alla quota cedibile e nella pagina sulla cessione del quinto per pensionati.

Documenti di reddito da preparare per la cessione del quinto

  • Ultime due buste paga o ultimo cedolino della pensione
  • Certificazione Unica dell’ultimo anno (o 730 / modello Redditi)
  • Dipendenti: certificato di stipendio sul modulo dell’istituto, compilato, firmato e timbrato dal datore
  • Pensionati: certificato di pensione (OBIS M per l’INPS)
  • Conteggi estintivi di cessioni o deleghe in corso, se vuoi rinnovare o consolidare
  • Documento d’identità e codice fiscale in corso di validità

Per chi lavora in edilizia la busta paga ha voci in più (accantonamento Cassa Edile, APE) e il netto mensile è più basso del reddito reale: come si legge è spiegato nella guida alla cessione del quinto con Cassa Edile.

Domande frequenti

Cos'è il documento di reddito?

Qualsiasi documento ufficiale che dimostra il tuo reddito: busta paga, Certificazione Unica, cedolino della pensione, 730 o modello Redditi. Per la cessione del quinto servono busta paga o cedolino, CU e, per i dipendenti, il certificato di stipendio compilato dal datore.

Il certificato di stipendio è obbligatorio per la cessione del quinto?

Sì, per i lavoratori dipendenti. La busta paga non basta perché non riporta anzianità, tipo di contratto, TFR accantonato e trattenute in corso, cioè i dati da cui l'istituto calcola quota cedibile e importo.

Chi compila il certificato di stipendio?

Il datore di lavoro: l'ufficio del personale o il consulente del lavoro che elabora le paghe, sul modulo fornito dall'istituto. Deve essere firmato da un responsabile e timbrato. Per i dipendenti pubblici lo rilascia l'amministrazione o la piattaforma stipendiale.

Quanto tempo è valido il certificato di stipendio?

Di norma 30 giorni. Se la pratica si allunga, l'istituto può chiederne uno aggiornato.

Cos'è l'atto di benestare nella cessione del quinto?

La presa d'atto con cui il datore di lavoro o l'ente pensionistico, ricevuta la notifica del contratto, conferma che tratterrà la rata e la verserà all'istituto. Arriva dopo la firma e prima dell'erogazione.

Quanto tempo ci vuole per il benestare INPS?

In genere due-quattro settimane: l'INPS comunica prima la quota cedibile e poi conferma la presa in carico della trattenuta, che parte dal primo cedolino utile. La procedura è telematica e la gestisce l'istituto.

Il datore di lavoro può rifiutare il benestare?

Per la cessione del quinto no: una volta notificato il contratto, il datore privato è tenuto a effettuare la trattenuta. Può invece rifiutare la delega di pagamento, che richiede il suo consenso.

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