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Cessione del Quinto

Anticipo TFR o cessione del quinto: quale conviene

L'anticipo non costa interessi ma si ottiene una volta sola e solo per le causali ammesse. Quando conviene l'uno, quando l'altra, e se si possono usare insieme.

Anticipo TFR o cessione del quinto: due percorsi verso due porte
Anticipo TFR o cessione del quinto: confronto tra le alternative

In breve

  • L'anticipo del TFR non costa interessi ma consuma denaro già tuo, si ottiene una sola volta e solo per le causali ammesse.
  • La cessione del quinto ha un costo, ma non tocca il TFR, si rinnova e non dipende dal consenso del datore.
  • Chi ha diritto all'anticipo e ne ha abbastanza deve prendere l'anticipo: è la scelta più economica.
  • Chi non ha i requisiti, o ne avrebbe troppo poco, ha nella cessione lo strumento che non dipende da quelle condizioni.
  • Si possono usare tutte e due, ma l'ordine conta: il TFR già anticipato riduce la garanzia disponibile per la cessione.

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Anticipo TFR o cessione del quinto? Se hai almeno otto anni presso lo stesso datore, una causale ammessa e un TFR maturato sufficiente, l’anticipo è la scelta più conveniente: è denaro tuo, senza interessi. La cessione del quinto conviene quando una di quelle condizioni manca, quando il 70% del maturato non basta, quando non vuoi ridurre la liquidazione finale, o quando il bisogno non può aspettare i tempi dell’azienda. Non sono alternative simmetriche: una è un prelievo da un capitale tuo, l’altra un finanziamento rimborsato in busta paga.

Le due strade a confronto

Quando conviene l’anticipo del TFR

Conviene quasi sempre, se spetta. Un anticipo di 10.000 euro costa l’imposta in tassazione separata e la rivalutazione persa su quella somma; 10.000 euro di cessione del quinto in cinque anni costano interessi e assicurazione per tutta la durata. Il confronto economico non ha storia, e chi ha i requisiti per l’anticipo e ne ha abbastanza per il suo bisogno deve chiedere l’anticipo. Dirlo apertamente è il motivo per cui il resto di questa pagina è credibile.

L’anticipo ha però tre condizioni che spesso non ci sono: otto anni di anzianità presso lo stesso datore, una causale ammessa dalla legge o dal contratto, e un’azienda che non abbia esaurito il limite annuo. Come funzionano nel dettaglio è nella guida sull’anticipo del TFR; il caso della richiesta per difficoltà economiche, che la legge non copre, è nella guida dedicata all’anticipo per difficoltà economiche.

Quando conviene la cessione del quinto

In cinque situazioni, tutte comuni. Quando l’anticipo non spetta, per anzianità, causale o limite aziendale. Quando il 70% del maturato non basta: con 12.000 euro di TFR l’anticipo massimo è 8.400, e se servono 20.000 il problema resta. Quando non si vuole ridurre la liquidazione finale, che per molti è l’unico capitale accumulato. Quando l’anticipo è già stato usato una volta. E quando i tempi contano: l’anticipo passa dall’ufficio del personale e può slittare all’anno successivo.

In tutti questi casi la cessione del quinto si valuta su ciò che hai, non su ciò che la legge sul TFR ti permette di chiedere: anzianità di servizio, netto in busta o in pensione, età e assicurabilità. Resta un’istruttoria, con la valutazione della compagnia assicurativa, e nessuno può promettere un esito.

Si possono usare tutte e due?

Sì, e capita spesso: un anticipo per la casa e, anni dopo, una cessione per un’altra esigenza, o viceversa. Ma l’ordine ha conseguenze. Nella cessione del quinto il TFR maturato è una delle garanzie che il finanziatore valuta: se è già stato anticipato per il 70%, la garanzia residua è piccola e la valutazione ne tiene conto, soprattutto per chi ha un’anzianità bassa o un’azienda piccola. Chi pensa di aver bisogno di entrambe nel tempo fa bene a chiedere prima la cessione, che non consuma nulla, e tenere l’anticipo per dopo.

Al contrario, chi ha già una cessione in corso può chiedere l’anticipo del TFR: la cessione vincola il TFR solo in caso di cessazione del rapporto e non ne impedisce l’anticipo in costanza di servizio. Conviene però avvisare il finanziatore, perché alcuni contratti lo prevedono.

Il TFR come garanzia nella cessione del quinto

Nella cessione il TFR non viene incassato: viene vincolato. Se il rapporto di lavoro finisce prima della scadenza del piano, il datore versa al finanziatore il TFR maturato fino a copertura del debito residuo, e il resto al dipendente. È per questo che un TFR già anticipato pesa nella valutazione, e per questo chi lavora in un’azienda piccola o ha pochi anni di servizio viene valutato con più attenzione. Quanto TFR serve, cosa succede senza TFR e con fondo non escutibile è spiegato nella guida su TFR e cessione del quinto.

Domande frequenti

Conviene l'anticipo del TFR per l'acquisto della prima casa?

Sì, se spetta: è una delle causali di legge, non costa interessi e il mutuo che resta da chiedere è più piccolo. L'unico costo è la rivalutazione persa sulla somma anticipata. Se l'anticipo non basta o non spetta, la cessione del quinto può coprire la parte di liquidità che il mutuo non copre.

Chi ha un fondo pensione può chiedere l'anticipo e la cessione?

Sì. L'anticipo si chiede al fondo, con regole più ampie di quelle dell'articolo 2120; la cessione del quinto si chiede a parte. Il TFR versato al fondo non è però disponibile come garanzia nello stesso modo di quello accantonato in azienda, e la valutazione ne tiene conto.

L'anticipo del TFR riduce la liquidazione finale?

Sì, dell'importo anticipato più la rivalutazione che quella somma avrebbe maturato. La cessione del quinto invece non riduce la liquidazione: il TFR viene usato solo se il rapporto finisce prima della scadenza del piano.

Con una cessione del quinto in corso posso chiedere l'anticipo del TFR?

Sì. La cessione vincola il TFR solo in caso di cessazione del rapporto e non impedisce l'anticipo in costanza di servizio. Conviene avvisare il finanziatore, perché alcuni contratti lo richiedono.

Fonti ufficiali

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